E' l'umidità dell'ambiente in cui viviamo a influenzare la salute delle nostre unghie. Sia che si desiderino lunghe e lucenti, che corte e 'sportive', per averle perfette il valore ottimale è del 55%, facile da riscontrare in condizioni meteorologiche normali.
Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Manchester (Gb), che illustrano i dettagli delle loro verifiche sul 'Journal of Biomechanics'. Stephen Eichorn e Roland Ennos hanno effettuato alcuni test su un gran numero di campioni prelevati a giovani in salute. I risultati suggeriscono che le unghie resistono meglio a taglietti e sfaldature quando l'umidità resta su valori medi, appunto attorno al 55%. E che quando questa percentuale scende o sale troppo diventano assai più fragili: ecco spiegato perché, fra l'altro, dopo un lungo bagno le unghie si ammorbidiscono fino a rischiare di rompersi.
Negli adolescenti la dermatite atopica è associata a un notevole carico psicologico: maggiore vulnerabilità, rabbia, ansia e insicurezza
La campagna promossa da Johnson & Johnson in partnership con APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla psoriasi e offrire screening gratuiti
Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Jama Dermatology e condotto presso l'Università di San Francisco su due ampi campioni di individui
L’assunzione del principio attivo Baricitinib, il primo approvato nel 2022 per i pazienti adulti con alopecia areata grave si è dimostrata ancora più efficace sui pazienti curati nella vita reale rispetto a quelli trattati negli studi registrativi
Al congresso Sidemast di Rimini i dermatologi chiedono un nuovo modello interpretativo del sintomo: il prurito va riconosciuto come malattia e possibile segnale di patologie sistemiche, da affrontare con diagnosi multidisciplinari e terapie di precis
Dall’intelligenza artificiale alle terapie avanzate fino alle sfide organizzative del Ssn. A Rimini il 99° congresso nazionale fa il punto su una disciplina in piena trasformazione
Nuove evidenze su Mff rivelano un ruolo chiave nella regolazione dei melanosomi e della melanina, con implicazioni per melanoma e patologie cutanee rare.
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