Niente più fastidiose irritazioni provocate dai cerotti per smettere di fumare.
Scienziati dell'università cattolica di Leuven (Belgio) hanno scoperto un nuovo modo per aiutare i fumatori più incalliti a dire addio al pacchetto, con meno effetti collaterali. I risultati dei loro studi su modello animale sono pubblicati sulla rivista 'Nature Neuroscience'. I cerotti e gli spray sempre più utilizzati dagli amanti delle 'bionde' per chiudere con il vizio, aiutano davvero, assicurano gli esperti, ma creano spesso irritazioni a livello locale. Sulla pelle, dunque, ma anche a naso e bocca. Sembra infatti che la seppure bassissima dose di nicotina inserita in questi prodotti per evitare 'crisi di astinenza' vada comunque ad attivare nell'organismo un processo cellulare che trasporta informazioni relative a sostanze irritanti o che creano infiammazione.
Negli adolescenti la dermatite atopica è associata a un notevole carico psicologico: maggiore vulnerabilità, rabbia, ansia e insicurezza
La campagna promossa da Johnson & Johnson in partnership con APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla psoriasi e offrire screening gratuiti
Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Jama Dermatology e condotto presso l'Università di San Francisco su due ampi campioni di individui
L’assunzione del principio attivo Baricitinib, il primo approvato nel 2022 per i pazienti adulti con alopecia areata grave si è dimostrata ancora più efficace sui pazienti curati nella vita reale rispetto a quelli trattati negli studi registrativi
Al congresso Sidemast di Rimini i dermatologi chiedono un nuovo modello interpretativo del sintomo: il prurito va riconosciuto come malattia e possibile segnale di patologie sistemiche, da affrontare con diagnosi multidisciplinari e terapie di precis
Dall’intelligenza artificiale alle terapie avanzate fino alle sfide organizzative del Ssn. A Rimini il 99° congresso nazionale fa il punto su una disciplina in piena trasformazione
Nuove evidenze su Mff rivelano un ruolo chiave nella regolazione dei melanosomi e della melanina, con implicazioni per melanoma e patologie cutanee rare.
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