Pesce almeno due volte alla settimana, cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, piu' carni bianche e meno carni rosse, dieta varia e un buon bicchiere di vino rosso al pasto. Sono le buone regole alimentari che tutti abbiamo imparato a conoscere ma che, in tempi di crisi economica, per molte famiglie diventano sempre più difficili da seguire.
Gli ultimi dati -frutto di una ricerca sulla 'povertà' alimentare in Italia' presentata dalla Fondazione per la Sussidiarietà - offrono un quadro sconfortante. Il 4,4% delle famiglie, ben tre milioni di persone, vive sotto la soglia di povertà alimentare: si tratta di oltre un milione di nuclei familiari che possono permettersi una spesa inferiore a 222 euro al mese. Ma anche senza arrivare alle situazioni più estreme, oggi una vasta fetta di popolazione deve confrontarsi con una contrazione delle risorse, anche a tavola. Tagliare i costi della spesa, però, non vuol dire necessariamente ridurre la qualità.
La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight
I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D
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