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Sclerosi multipla recidivante-remittente: risultati dello studio Improve

Ortopedia | 10/12/2009 14:06

Nel corso della 40a edizione del Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN) sono stati annunciati i risultati dello studio IMPROVE (Investigating MRI Parameters with Rebif® imprOVed formulation) completo a 40 settimane, presentati da Merck Serono, una divisione di Merck KGaA, Darmstadt, Germania.

Tali dati dimostrano, a 16 settimane dall’inizio del trattamento con Interferone beta-1a (44 microgrammi tre volte a settimana), una riduzione significativa del 69% rispetto al gruppo placebo del numero delle singole lesioni cerebrali attive combinate rilevate alla risonanza magnetica (RMN), in pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) (3,0 contro 0,9 rispettivamente nei gruppi placebo e Interferone beta-1a p < 0.001), (endpoint primario). Un’analisi retrospettiva ha inoltre dimostrato che questo effetto positivo può essere rilevato già 4 settimane dopo l’inizio del trattamento.

La riduzione del numero di lesioni cerebrali si è mantenuto costante nel corso delle 40 settimane dello studio in pazienti trattati con il farmaco. I risultati alla 16a settimana mostrano anche una riduzione del 58% nel tasso di recidive rispetto al gruppo placebo (p = 0.0104). “Lo studio IMPROVE conferma la validità del profilo di sicurezza di questo farmaco fornendo al contempo ulteriori prove alla risonanza magnetica del rapido manifestarsi dell’azione del farmaco in pazienti colpiti da sclerosi multipla - ha affermato il dott.

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Nicola De Stefano, Professore di Neurologia al Dipartimento di Scienze Neurologiche e Comportamentali dell’Università di Siena e sperimentatore principale dello studio IMPROVE. L’analisi a 40 settimane mette in evidenza che i pazienti inizialmente randomizzati nel gruppo placebo e passati a Interferone beta-1a alla sedicesima settimana manifestano una riduzione statisticamente significativa del numero di singole lesioni attive combinate (il numero medio di singole lesioni attive combinate per paziente all’esplorazione diagnostica è diminuito dal 2,31 del periodo di trattamento con placebo (fino alla 16a settimana) allo 0,65 del periodo di somministrazione di Interferone beta-1a (dalla 17a alla 40a settimana), (p < 0.001) (endpoint secondario).

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