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Ortopedia, dal congresso AAOS 2026 nuove tecnologie tra protesi avanzate, chirurgia mini-invasiva e realtà virtuale

Ortopedia

Nuove protesi articolari progettate per imitare il movimento naturale del ginocchio, interventi di sostituzione dell’anca sempre meno invasivi, tecnologie di realtà virtuale e aumentata applicate alla chirurgia e soluzioni biologiche per la riparazione dei tendini della spalla. Sono alcune delle innovazioni presentate all’Annual Meeting della American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), uno dei più importanti appuntamenti scientifici internazionali dedicati all’ortopedia e alla traumatologia, che si è svolto a New Orleans, negli Stati Uniti.

Tra i protagonisti dell’evento anche la delegazione italiana guidata da Pietro Simone Randelli, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini e professore all’Università degli Studi di Milano. Il presidente dell’AAOS, Annunziato Amendola, lo ha invitato come relatore a un simposio internazionale dedicato all’innovazione nella chirurgia ortopedica.

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Secondo Randelli, il congresso rappresenta uno dei principali momenti di confronto scientifico per la disciplina: da un lato emergono tecnologie sempre più sofisticate che aumentano la precisione degli interventi, dall’altro cresce l’attenzione alla biomeccanica naturale delle articolazioni e alla biologia dei tessuti, con l’obiettivo di migliorare i risultati clinici per i pazienti.

Nuove protesi di ginocchio più vicine alla biomeccanica naturale

Uno dei temi più discussi ha riguardato l’evoluzione delle protesi totali di ginocchio, in particolare i modelli più recenti basati sul cosiddetto “pivot mediale”. Questo design, sviluppato originariamente da Michael Freeman, cerca di replicare in modo più fedele la cinematica naturale dell’articolazione.

Nel ginocchio fisiologico, infatti, il movimento avviene attorno a un punto di rotazione relativamente stabile nel compartimento mediale, mentre il lato laterale compie uno scorrimento. Le nuove protesi riproducono questo meccanismo, consentendo una maggiore stabilità articolare e una sensazione di movimento più naturale per il paziente.

Negli ultimi anni questo tipo di impianto si sta diffondendo sempre più nella pratica clinica internazionale, con risultati promettenti in termini di recupero funzionale e soddisfazione dei pazienti. Inoltre, la crescente diffusione di impianti non cementati che favoriscono l’osteointegrazione potrebbe contribuire a migliorarne la durata nel tempo.

Chirurgia dell’anca sempre più mini-invasiva

Un’altra tendenza consolidata riguarda la chirurgia protesica dell’anca, dove si sta diffondendo sempre più l’approccio anteriore mini-invasivo.

A differenza degli accessi tradizionali, questa tecnica consente di raggiungere l’articolazione sfruttando un piano naturale tra i muscoli, evitando di sezionarli o distaccarli. Il risultato è una riduzione del trauma chirurgico e un recupero più rapido dopo l’intervento.

Secondo gli esperti, la preservazione della muscolatura permette ai pazienti di tornare più velocemente alle attività quotidiane e a una vita attiva.

Realtà virtuale e aumentata in sala operatoria

Tra le innovazioni tecnologiche presentate al congresso grande attenzione è stata dedicata alle tecnologie di realtà estesa, che includono realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista.

Questi sistemi permettono ai chirurghi di visualizzare modelli tridimensionali dell’anatomia del paziente direttamente durante l’intervento. L’integrazione con sistemi di navigazione digitale può migliorare la precisione nella riduzione delle fratture e nel posizionamento degli impianti.

In alcune applicazioni di realtà mista, inoltre, diventa possibile ridurre l’utilizzo intraoperatorio dei raggi X, diminuendo l’esposizione alle radiazioni sia per il paziente sia per l’équipe chirurgica.

Chirurgia della spalla e nuove strategie biologiche

Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda la chirurgia della spalla, in particolare il trattamento delle lesioni della cuffia dei rotatori.

Le nuove strategie prevedono l’utilizzo di innesti biologici costituiti da matrici che fungono da supporto per la rigenerazione dei tessuti e, allo stesso tempo, rafforzano la riparazione chirurgica dei tendini.

Secondo gli specialisti, la chirurgia della cuffia dei rotatori sta progressivamente evolvendo da un approccio puramente meccanico a uno sempre più orientato alla biologia dei tessuti, con l’obiettivo di favorire una guarigione più efficace soprattutto nei casi complessi.

Tecnologie e biologia per una chirurgia sempre più personalizzata

Le innovazioni presentate al congresso confermano come l’ortopedia stia attraversando una fase di profonda trasformazione. Tecnologie digitali, nuovi materiali e approcci biologici stanno ridefinendo la pratica chirurgica.

L’obiettivo è rendere gli interventi sempre più precisi, meno invasivi e in grado di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti, aprendo nuove prospettive per il futuro della chirurgia ortopedica.

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