
Lo studio è stato condotto su biopsie di tumori mammari presso l'IRE e ha dimostrato la co-presenza di hMena e Her2 nelle neoplasie più gravi, suggerendo così un ruolo per hMena nella progressione di questi particolari tumori. Per suffragare i dati, sono stati quindi effettuati studi in vitro utilizzando colture cellulari di carcinomi mammari hMena e Her2 positivi. Con questi esperimenti i ricercatori hanno dimostrato che 'silenziando' hMena è possibile inibire la proliferazione tumorale promossa da Her2. Lo studio apre una strada interessante, come suggerisce Paola Nisticò: ''Si potrebbero infatti individuare - spiega l'esperta - farmaci inibitori di hMena per interrompere i segnali che ne permettono la cooperazione col gene Her2, migliorando così il decorso clinico dei tumori al seno più aggressivi''.




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