
In particolare, come la Corte dei Conti ha riconosciuto, la Fondazione Enpam ha presentato i bilanci tecnico-attuariali nei tempi previsti dalla legge. Sulla base di questi dati, giunti a fine 2010, il consiglio di amministrazione e gli organi consultivi dell'Enpam hanno avviato il lavoro di riforma che interverrà sulle aliquote contributive e sui rendimenti ma che lascerà comunque invariata la scelta sul momento del pensionamento, a fronte di eventuali penalizzazioni commisurate all'aspettativa di vita post-lavorativa. In ogni caso non verranno toccate le pensioni in essere e verranno fatti salvi i diritti acquisiti prima della riforma. I cambiamenti, spiegano all’Enpam, si sono resi necessari non per via dei risultati economici - che la Corte dei Conti ha anzi definito "confortanti" - ma a causa di una novità introdotta dalla legge Finanziaria 2007. Nello spazio di una notte l'Enpam, come tutte le casse previdenziali privatizzate, si è trovato a dover garantire un equilibrio non più a 15 anni ma a 30 anni. "L'asticella è stata alzata troppo rapidamente - ha commentato Alberto Oliveti, vicepresidente vicario della cassa dei medici e dei dentisti - e ora ci si prospetta un periodo di sacrifici. Non taglieremo però le pensioni attuali e faremo interventi che salvaguardino le giovani generazioni". Secondo la tabelle di marcia, la riforma delle pensioni Enpam dovrebbe arrivare all'approvazione definitiva del Consiglio nazionale della Fondazione nel prossimo mese di novembre. Angelo Testa, responsabile dello Snami, chiede intanto ai vertici dell’Enpam se l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti è vero. Come si ricorderà, tutti gli immobili direttamente di proprieta' della Fondazione Enpam dal primo aprile 2011 sono passati sotto la gestione della societa' Enpam Real Estate srl. La societa' in-house si trova a gestire circa 9.

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