
Gli incentivi agli investimenti previsti dalla manovra non bastano, secondo Egualia, a garantire la sostenibilità della produzione di farmaci equivalenti e fuori brevetto. L'associazione delle aziende produttrici chiede al Parlamento di intervenire sul sistema del payback farmaceutico e di anticipare al 2027 l'ulteriore aumento del tetto di spesa per gli acquisti diretti, attualmente previsto dal disegno di legge di Bilancio a partire dal 2028.
"Gli incentivi agli investimenti rappresentano un segnale positivo, ma attrarre nuove produzioni non basta, se non si creano le condizioni per mantenere quelle esistenti", afferma Riccardo Zagaria, presidente di Egualia.
La posizione dell'associazione riguarda soprattutto i medicinali fuori brevetto, spesso caratterizzati da prezzi contenuti e margini ridotti. Per Egualia, gli strumenti destinati a sostenere nuovi investimenti industriali devono essere accompagnati da misure che consentano alle imprese di mantenere economicamente sostenibili le produzioni già presenti sul territorio nazionale.
Payback farmaceutico, la richiesta di distinguere i mercati
L'articolo 71 del disegno di legge prevede, dal 2027, una riduzione del payback dovuto dalle aziende farmaceutiche per il superamento del tetto della spesa per acquisti diretti, entro un limite complessivo di 160 milioni di euro annui.
Il beneficio non è automatico: è subordinato alla realizzazione di investimenti aggiuntivi rispetto all'anno precedente, in ambiti che comprendono innovazione, sperimentazione clinica, produzione di medicinali e sviluppo industriale. Gli investimenti devono contribuire al rafforzamento del sistema farmaceutico italiano secondo condizioni e modalità attuative definite dalla normativa.
Egualia riconosce il valore della misura, ma ritiene necessario intervenire anche sulla distribuzione degli oneri del payback. L'associazione chiede di distinguere i medicinali ancora protetti da diritti di esclusiva da quelli fuori brevetto, acquistati attraverso gare pubbliche e già sottoposti a una forte competizione sui prezzi.
"Si tratta di mercati molto diversi", sottolinea Zagaria. Secondo l'associazione, applicare indistintamente il meccanismo di ripiano rischia di aggravare le difficoltà economiche delle produzioni a minore redditività.
Il tetto degli acquisti diretti e la continuità delle forniture
Un secondo intervento richiesto da Egualia riguarda il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti. L'articolo 71 dispone un ulteriore incremento di 0,2 punti percentuali dal 2028, rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente. L'associazione chiede che questo aumento sia anticipato al 2027.
La questione, secondo Egualia, non riguarda soltanto i bilanci delle imprese, ma anche la capacità del sistema sanitario di assicurare nel tempo la disponibilità di medicinali essenziali.
"La sicurezza delle forniture non dipende solo dagli investimenti futuri, ma anche dalla capacità di preservare oggi le produzioni di medicinali essenziali in Italia e in Europa", osserva Zagaria.
Il presidente richiama il rapporto tra prezzi di acquisto e sostenibilità industriale: "Un farmaco può costare pochi euro ma perdere la capacità di produrlo può costare molto di più, in termini di approvvigionamenti".
Per Egualia, dunque, il passaggio parlamentare della manovra dovrebbe servire a correggere due aspetti distinti: il trattamento dei farmaci fuori brevetto nel sistema di ripiano della spesa e la tempistica dell'aumento del tetto per gli acquisti diretti. L'obiettivo è prevenire possibili criticità nella continuità delle forniture, senza rinunciare alle misure che incentivano nuovi investimenti produttivi.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

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