Si posta il confine tra salute e malattia mentale: cio' puo' far si' che anche 'semplici' episodi di tristezza (per esempio conseguenti alla perdita di una persona cara) siano bollati come casi di depressione, dirottati quindi sui binari della cura, spesso con psicofarmaci. E' uno dei problemi sollevati da Allen Grances, professore emerito di psichiatria alla Duke University (Usa), nell'ambito della revisione in fieri del manuale diagnostico di psichiatria che potrebbe moltiplicare malattie mentali e pazienti e quindi prescrizioni di farmaci.
L'allarme non e' ingiustificato, come si evince dal trend nazionale di forte aumento del consumo di antidepressivi, salito del 310% (cioe' piu' che triplicato) dal 2000 al 2008, secondo i dati dell'ultimo rapporto Osservasalute dell'Universita' Cattolica di Roma. Nonostante qualche dubbio che si sta diffondendo all'interno della comunita' scientifica sulla veriticita' delle diagnosi di depressione e quindi sulle terapie da usare, l'aumento dell'utilizzo degli antidepressivi interessa, indistintamente, tutte le regioni, ma quelle del Centro-Nord (in particolare, PA di Bolzano, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria) risultano avere maggiori consumi rispetto a quelle del Sud (Puglia, Basilicata, Molise).
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