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Lo studio della trombosi in Italia: una storia di eccellenza

Medicina Generale
La trombosi dovrebbe essere sempre il primo pensiero in chi assiste un paziente che arriva in pronto soccorso e ciò comporta anche la ricerca di un delicato equilibrio fra gestione del rischio della trombosi e valutazione dello stato generale del paziente, ad esempio gestione del rischio dell’emorragia in un paziente con trauma. I medici di pronto soccorso conoscono il tema del rischio di trombosi e sarebbe auspicabile che lo approfondissero ulteriormente. Anche gli infermieri, se venissero specificamente formati sul tema del rischio tromboembolico, potrebbero costituire la prima linea per un paziente che arriva in pronto soccorso e lo stesso si può dire per il medico di famiglia. Oggi in Italia abbiamo 600.000 casi di trombosi ogni anno: cifra importante, perché sono aumentate le cause di trombosi quali le malattie oncologiche e gli interventi chirurgici. Un terzo di questi potrebbero non verificarsi se il paziente, i medici e tutte le figure coinvolte fossero adeguatamente informati e sapessero cosa fare: ben 200.000 casi potrebbero essere evitati. Dal punto di vista della formazione il tema coagulazione del sangue, quindi trombosi ed emorragie, vanta in Italia una scuola straordinaria, un'eccellenza nel mondo. ALT è stata fondata nel 1987, con l’obiettivo di informare e coinvolgere le persone e rendere il paziente un attore a tutti gli effetti nello scambio con i medici e nella gestione della patologia. L’intento era, allora come oggi, raggiungere le persone. All’epoca i canali disponibili più efficaci erano le conferenze stampa, poi è nata l’idea della “Giornata Nazionale della Trombosi”, la prima al mondo e nata proprio in Italia nel 2012. In seguito, diversi anni dopo è arrivata la “Giornata Mondiale della Trombosi”, lanciata da ISTH – International Society for Thrombosis and Haemostasis.
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