
Lo studio, condotto insieme all'Istituto dei tumori di Milano e alla Harvard School of Public Health di Boston, è iniziato 17 anni fa e ha coinvolto circa mille donne italiane sane in età postmenopausale. I ricercatori hanno valutato la quantità di melatonina (l'ormone prodotto con il buio dalla ghiandola pineale) attraverso la presenza nelle loro urine di un prodotto della sua degradazione, la 6-sulfatossimelatonina. ''Dopo 17 anni di osservazione - spiega Paola Muti, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena di Roma - abbiamo verificato che le donne sane che avevano livelli di melatonina più elevati all'inizio dello studio, hanno poi riscontrato una frequenza di tumori al seno inferiore di circa il 40%. Inoltre, nelle donne che non fumavano al momento dell'esame delle urine, la riduzione della frequenza dei tumori è arrivata al 60% in meno''. Nell'attesa di comprendere i meccanismi molecolari alla base dell'azione protettiva della melatonina, per capire se potrà essere usata nella prevenzione primaria del tumore del seno, il consiglio di Paola Muti e' solo uno: ''evitare il fumo e garantirsi una buona qualità del sonno''.


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