
Resta aperta la vertenza per il rinnovo dei contratti della sanità privata. Il Nursind denuncia lo stallo delle trattative e annuncia la possibilità di una o due giornate di sciopero.
Il confronto al ministero del Lavoro non sblocca la vertenza sui contratti della sanità privata e il Nursind si dice pronto a proclamare una o due giornate di sciopero. A comunicarlo è Romina Iannuzzi, responsabile Sanità privata del sindacato degli infermieri, al termine dell'incontro del 21 ottobre, seguito alla proclamazione dello stato di agitazione del 19 ottobre.
"Continueremo a dare battaglia finché i lavoratori della sanità privata non si vedranno riconosciuti gli stessi diritti dei loro colleghi che lavorano nella sanità pubblica", dichiara Iannuzzi. "C'è delusione dopo il tavolo al ministero del Lavoro, ma anche tanta determinazione ad andare avanti. Se lo stallo non si sbloccasse, siamo pronti a indire una o due giornate di sciopero".
Contratti fermi al 2018, la richiesta di risorse
Al centro della mobilitazione c'è il rinnovo dei contratti, fermi al 2018, insieme alla richiesta di adeguamenti retributivi che tengano conto della perdita di potere d'acquisto determinata dall’inflazione. Il sindacato chiede al Governo di destinare specificamente ai rinnovi contrattuali le risorse già stanziate per l'aggiornamento delle tariffe DRG relative ai ricoveri per acuti, così da consentire ai datori di lavoro di avviare le trattative.
"La strada giusta era quella intrapresa dal ministero della Salute con l'emendamento al decreto Pa", sostiene Iannuzzi, criticando la mancata approvazione della misura che, secondo il sindacato, avrebbe permesso di vincolare le risorse agli aumenti contrattuali. Per la rappresentante del Nursind, il mancato intervento rischia di prolungare ulteriormente una situazione che penalizza i professionisti della sanità privata rispetto ai colleghi del settore pubblico.
Il rischio di nuove uscite dalle strutture
Iannuzzi sottolinea anche le conseguenze dello stallo contrattuale sulla capacità delle strutture private di trattenere gli infermieri.
"Gli infermieri della sanità privata non possono più aspettare. Anche la loro fuga dalle strutture è un fenomeno grave da arginare", afferma, ricordando il contributo della sanità convenzionata all'erogazione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Secondo il sindacato, la soluzione dipende ora da una decisione del Governo sulla destinazione delle risorse, tema sul quale Iannuzzi riferisce una convergenza con le organizzazioni datoriali.
In assenza di sviluppi, il Nursind potrebbe quindi passare dallo stato di agitazione alla proclamazione dello sciopero, riportando al centro della vertenza il rinnovo dei contratti e il riconoscimento economico del lavoro infermieristico nella sanità privata.




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