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Un doppler a ultrasuoni misura il rischio d’infarto nei pazienti con fibrillazione atriale

Medicina Interna

Il doppler, spiega la Simi in una nota, agisce misurando le onde sonore ad alta frequenza, riflesse dai tessuti. Quando il valore dell'indice fra la pressione degli arti superiori e quelli inferiori, considerato normale fra l'1 e l'1.3, si abbassa, per esempio anche solo a 0,9, la persona e' a rischio di infarto o ictus. Se l'indice e' al di sotto dello 0.5, il rischio e' ancora piu' alto ed e' possibile che la gamba possa in futuro essere operata. ''L'esame e' davvero molto semplice e consente di verificare in tempo reale se il paziente e' a rischio di infarto o ictus - conferma il presidente della Societa' italiana di medicina interna, Francesco Violi, direttore della I Clinica Medica al Policlinico Umberto I e professore ordinario di Medicina Interna all'Universita' La Sapienza di Roma.

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Questo metodo potrebbe davvero essere piu' usato in tutti i centri, perche' non richiede che un doppler e nessun'altra attrezzatura aggiuntiva''. In Italia a soffrire di fibrillazione atriale sono lo 0,8% degli uomini e lo 0,7% delle donne. E' un disturbo che si associa a un aumento di circa 2 volte della mortalita' ed e' ritenuto responsabile di un aumento di circa 5 volte del rischio di attacco cardiaco, quindi del 15% degli attacchi cardiaci totali. I pazienti con la fibrillazione atriale, ricorda la Simi, hanno una storia clinica spesso complicata da altri eventi cardiovascolari che includono l'infarto del miocardio e la morte vascolare, un aspetto conseguente alla coesistenza, frequentemente rilevabile in questo tipo di pazienti, di diversi fattori di rischio per l'aterosclerosi.
Medicina Interna
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