Come si ricorderà, la proposta di emendamento al ddl stabilità del ministro per la Cooperazione e l'integrazione Andrea Riccardi che impone agli Enti previdenziali dei professionisti di vendere i loro immobili più "vecchi" (di almeno 35 anni) agli affittuari a prezzo vantaggioso (non più di 150 volte l'affitto mensile pagato), ha scatenato un polverone. Ieri il ministro ha inviato una sua precisazione: “Rispetto a valutazioni errate e commenti impropri sull’eventuale vendita delle case degli enti pubblici e delle casse previdenziali, l’ufficio stampa del ministro Riccardi precisa quanto segue:
La proposta del ministro, ancora in fase di approfondimento, non prevede alcun obbligo – come pure è stato detto e scritto – di vendita agli inquilini dell’intero patrimonio immobiliare. Patrimonio, è bene ribadirlo, che resta nella piena disponibilità degli enti e della casse. L’idea invece riguarda esclusivamente quella parte di patrimonio – da più di 35 anni di proprietà degli enti - già messa in vendita o sul punto di esserlo (così come comunicato in Parlamento dai rappresentanti degli enti e delle casse) attraverso l’affidamento o la cessione a gruppi o fondi immobiliari. Unicamente in questi casi – e fatta ulteriore eccezione per gli immobili di lusso – si prevede la possibilità per l’inquilino di esercitare una sorta di prelazione a un prezzo equo.
Se il medico o l’odontoiatra dipendente, a 65 anni di età, ha raggiunto il diritto alla pensione (cioè ha 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva più tre mesi di finestra se uomo e 41 anni e 10 mesi se donna), deve essere collocato a riposo
Quando ad essere accentrati sono periodi contributivi particolarmente lunghi, il costo può diventare importante e divenire un deterrente spesso insuperabile
L’integrazione, in Enpam, è curata dal Servizio Trattamento Giuridico e Fiscale delle Prestazioni, dell’Area della Previdenza.
Il cedolino è già disponibile, mentre i pagamenti partiranno a inizio mese
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