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Per Pani (Aifa) il metodo stamina è una truffa: solo noi possiamo controllare la sperimentazione

Sanità pubblica

 Pani ha sottolineato che ''nel mondo tre linee di cellule staminali - le ematopoietiche, per la pelle e per la cornea - stanno dando qualche risultato positivo'', mentre ''tutto il resto, nel mondo - ha concluso - è speranza o truffa''.  Con l'attuale impostazione del decreto sulle staminali, ''se la sperimentazione non sarà controllata dall'Aifa'' succederà ''un disastro epocale'' e l'Italia ''uscirà dal G8 scientifico''. Le terapie ''segrete'' e quelle fatte ''da non medici'', ha incalzato Pani, ''sono vietate''. E se si consentirà di continuare la sperimentazione fuori dal controllo dell'Aifa ''torniamo indietro di 100 anni. Saremmo il primo Paese - ha sottolineato Pani - a derubricare le terapie avanzate, e usciremo dalle regole europee''. Il Parlamento Ue, ha ricordato il direttore dell'Aifa, ''ha discusso per anni sul fatto se queste cure fossero medicinali o trapianti e alla fine ha deciso che erano medicinali''. Le ordinanze dei tribunali, ha osservato Pani, ''sono aumentate vertiginosamente quando è passato il decreto che stiamo discutendo, ma dobbiamo stare attenti o succederà un disastro''. Del metodo Stamina ''l'intera metodica non è disponibile e manca una valutazione precisa dei dati''. Peraltro, ''il numero di pazienti trattati è assolutamente irrilevante per trarre conclusioni''. E se si uscira' dai binari della sperimentazione ''anche per i pazienti futuri non avremmo nessuna informazione utile e ogni 'caso Sofia' sara' a se', perche' non riproducibile'' e ''ci saranno mille Sofia''. Senza contare il fatto che l'infusione di staminali incontrollata ha dei rischi, ha sottolineato ricordando un caso in Germania di un paziente sottoposto a trattamento con cellule staminali mesenchimali (come quelle usate dal metodo Stamina) che ha poi avuto un tumore al cervello ed e' morto. ''Dire che noi regolatori non abbiamo cuore e che non sentiamo i pazienti e' falso e ingiusto''.  'La nostra richiesta - conclude - e' di riportare le staminali all'interno di una sperimentazione corretta per evitare problemi di sicurezza ed efficienza, e per poter fare scelte rigorose anche dal punto di vista etico''.

La replica di Vannoni. Il metodo Stamina come l'olio di serpente? ''E' catastrofismo per giustificare la morte di migliaia di persone che non si potranno curare'', replica Davide Vannoni, presidente Fondazione Stamina, a margine dell'audizione alla Camera, spiegando che ''le cellule sono materiale vivo, e in laboratorio trattate come molecole sono inutili''. Modificare il decreto trattandole da farmaci ''sposterebbe l'applicazione di 10 anni''. I politici ''devono prendersi la responsabilita' che lo Stato faccia l'eutanasia a questi figli''.

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Il commento di Costa. Le staminali usate dal metodo Stamina ''sono cellule che per il trattamento cui vanno incontro sono farmaci, senza dubbio sono farmaci''. Lo chiarisce Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt),nel corso dell'audizione in Commissione affari sociali della Camera sul decreto Balduzzi sulle staminali. Per Nanni Costa ''e' evidente la non legalita' di quello che sta avvenendo a Brescia, dove i primi 12 pazienti trattati avevano 12 malattie diverse ed e' quindi chiaro che non c'e' la costruzione di un disegno scientifico''. Ma ''il flusso di richieste da parte dei pazienti non si fermera''' anche per effetto delle ordinanze della magistratura del lavoro ''che continuano e ormai vanno verso il centinaio'', continueranno ''ad essere trattati'', ma ''se la sperimentazione di Stamina sara' fuori dalle regole anche i risultati non saranno validi a livello scientifico''. Per Nanni Costa ''le istituzioni devono farsi carico di questa sperimentazione, che va fatta con i canoni della legalita' e del rispetto delle norme''. Bisogna trovare, spiega, ''un meccanismo per una valutazione oggettiva dei trattamenti fatti a Brescia''. Ad oggi il Centro nazionale trapianti sta verificando ''le condizioni cliniche'' dei pazienti trattati che ad aprile erano ''19 e ad oggi dovrebbero essere 23-24. Per ora non si sono registrati effetti collaterali significativi'', e valutera' anche ''il numero di trattamenti prevedibili e la stima dei costi''. ''Il Senato - conclude - ha preso una decisione autonoma che io per primo ho rispettato. Da allora non ho parlato, lo faccio oggi perche' sono stato chiamato a farlo''.

Il decreto. Intanto si va verso modifiche al decreto sulle staminali, in particolare per riportare la sperimentazione ''a livello centrale'', come spiegano alcuni deputati della commissione Affari sociali: ''deve tornare il ruolo centrale del ministero'', dicono Gianluigi Gigli e Raffaele Calabro', quindi andrà corretto ''uno degli errori commessi dal Senato - aggiunge Paola Binetti - affidare la sperimentazione al Centro nazionale trapianti''. Invece si deve parlare ''di farmaci'', e le cellule andranno prodotte ''con metodi trasparenti''. 

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Fonte: Aifa, commissione affari sociali

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