
È invece certo che tramite la distribuzione diretta si sottraggono risorse economiche alle farmacie territoriali e soprattutto si costringe il cittadino a recarsi presso la farmacia ospedaliera”. Riguardo alla riforma della Remunerazione, Assofarm ha espresso il timore che si possa realizzare una riforma mancata. Sia per quanto riguarda i tempi, sia per i contenuti. “Riteniamo - ha detto Gizzi - che non siano più possibili ritardi e tentennamenti, e siamo altresì convinti che la definizione della nuova remunerazione non possa avvenire a livello regionale. Pensiamo che, pur nel rispetto del federalismo regionale, si debbano contrastare provvedimenti che rischiano di degradare il principio di eguale diritto all'assistenza sanitaria pubblica per tutti i cittadini italiani”. I sussulti che a tratti scuotono governo e maggioranza non aiutano, ma il proposito di Federfarma rimane quello di chiudere la partita sulla remunerazione entro la fine dell’anno, come vuole il dpcm dello scorso giugno. Questa l’indicazione che arriva dal consiglio di presidenza di mercoledì, dove s’è fatto il punto sul cantiere dal quale dovrà uscire lo schema da portare ai ministeri di Salute ed Economia. «L’impalcatura» spiega la presidente nazionale del sindacato titolari, Annarosa Racca “è ormai definita, anche se su diversi punti serviranno ulteriori approfondimenti. Stiamo comunque procedendo di buon passo, grazie alla collaborazione di tutta la filiera”.
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Fonte: aifa




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