
A elencare le “spine” irrisolte provvede la stessa lettera che ufficializza l’ultimatum: per cominciare, una determina della Regione aveva escluso dalla dematerializzazione le ricette relative ai farmaci in dpc, ma Sogei non ha ancora provveduto ad adeguare il sistema perché respinga eventuali prescrizioni; stesso discorso per stupefacenti, palliativi e sostanze psicotrope, perché il promemoria manca di firma e timbro del medico. Poi c’è il problema degli invendibili: «Sarebbe necessario» scrive il presidente del sindacato lucano, Franco Caiazza «consentire alle farmacie il controllo automatico dei bollini e delle targature anche sulla base di eventuali black-list delle confezioni invendibili». Federfarma, inoltre, chiede l’installazione di “filtri” che impediscano la prescrizione on line di un numero di confezioni superiore al consentito, l’impiego di codici esenzione irregolari od ormai in disuso e, infine, la spedizione da parte del medico di ricette soggette a nota limitativa senza l’indicazione della nota stessa.
Fonte: federfarma
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.