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Vaccini antinfluenzali, la farmacia diventa snodo strutturale della prevenzione

Crescono le somministrazioni in farmacia in diverse Regioni. Per Federfarma è la conferma di un modello territoriale sempre più centrale nella prevenzione.
Farmacia

A pochi giorni dalla chiusura della campagna vaccinale contro l’influenza 2025-2026, i dati diffusi da Federfarma in 11 Regioni evidenziano un incremento delle somministrazioni in farmacia rispetto alla stagione precedente.

In Lombardia le dosi hanno raggiunto quota 445.611, con oltre 55mila somministrazioni in più. In Calabria e Campania l’aumento supera il 50%. Nelle Marche la crescita è del 33%, mentre in Liguria le farmacie coprono il 21% dell’intera quota regionale di vaccinazioni antinfluenzali.

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Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma, "questi numeri dimostrano come la farmacia possa dare un contributo decisivo alla prevenzione sanitaria, favorendo un aumento della copertura vaccinale e offrendo ai cittadini un accesso rapido, sicuro e professionale ad una gamma di vaccini sempre più ampia".

Dalla farmacia "dei servizi" a hub vaccinale

Federfarma sottolinea come la rete territoriale non sia più soltanto un presidio per l’antinfluenzale, ma "un hub vaccinale polivalente capace di rispondere con efficacia anche alla domanda di protezione contro il Covid-19 e altre patologie", in linea con quanto previsto dalla normativa che ha esteso le competenze della cosiddetta farmacia dei servizi.

Il dato, al di là della lettura associativa, conferma una tendenza già evidente negli ultimi anni: la vaccinazione in farmacia non è più una misura emergenziale, ma una componente strutturale dell’offerta preventiva territoriale.

A titolo di cronaca, va anche aggiunto come in alcune Regioni si osservi un lieve calo delle somministrazioni anti-Covid. Un fenomeno che ha altre motivazioni e comunque coerente con la riduzione della domanda rispetto agli anni precedenti.

Il tema della governance territoriale

Il punto, ora, non è più se le farmacie possano vaccinare. Lo fanno, con numeri rilevanti. La questione riguarda piuttosto l’integrazione di questo canale all’interno di una strategia di prevenzione.

La farmacia intercetta cittadini che per lo più non transitano dai servizi vaccinali pubblici e spesso nemmeno dal medico di medicina generale. Tutto ciò può tradursi con un successo numerico perché c’è un importante contributo alla copertura. Tuttavia la dinamica richiede un processo di mutua legittimazione e collaborazione, coordinamento informativo, interoperabilità dei sistemi e una chiara definizione dei ruoli.

Nel quadro della riorganizzazione della medicina territoriale, tra Case e Ospedali di comunità, la farmacia tende a consolidarsi come punto di accesso diffuso. Se il trend sarà confermato a fine campagna, la stagione 2025-2026 potrebbe segnare un ulteriore passaggio: da attore complementare a snodo stabile della prevenzione pubblica.

Farmacia
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