
I medici europei, spiega l'esecutivo Ue, ricorrono sempre più a mezzi elettronici per archiviare e inviare i dati dei pazienti, come ad esempio di referti di laboratorio. Esistono tuttavia ancora notevoli differenze tra i diversi Stati Ue: la penetrazione della banda larga tra i medici di famiglia è altissima (91%) in Danimarca, mentre si ferma al 5% in Romania. In Danimarca, che è il paese d'Europa con la più alta penetrazione di internet ad alta velocità, il 60% dei medici scambia anche correntemente comunicazioni elettroniche con i pazienti, mentre la media dell'Ue è di appena il 4%. I dati amministrativi dei pazienti vengono conservati in forma elettronica nell'80% degli studi medici; il 92% di questi è solito archiviare elettronicamente anche i dati relativi a diagnosi e terapie e il 35% conserva in formato elettronico le radiografie. I medici europei spesso scambiano elettronicamente dati con i laboratori (40%) e in minor misura con altri centri sanitari (10%). Ma la tele-sorveglianza, che consente ai medici di seguire a distanza il decorso di una malattia o di tenere sotto osservazione i pazienti affetti da disturbi cronici, è praticata soltanto in Svezia (dove il 9% dei medici presta tale servizio), in Olanda e in Islanda (circa il 3% in entrambi i casi). Rari sono anche gli scambi di dati sui pazienti da un paese all'altro, praticati da appena l'1% dei medici generici dell'Ue, con la percentuale più alta in Olanda (5%).


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