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Farmaci biotech, aumentano investimenti e nuove molecole

Farmaci

. Il dato emerge dal 'Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia - 2014', realizzato da Farmindustria. I medicinali biologici o biotecnologici presentano caratteristiche peculiari dovuti all'origine delle loro materie prime - che può essere ad esempio umana, animale o da colture cellulari - e rappresentano una delle frontiere più avanzate nello sviluppo di terapie personalizzate. Delle 176 aziende di farmaci biotech italiane, 51 sono imprese del farmaco e rappresentano la parte preponderante del comparto con un fatturato di € 5.465 milioni (92% del totale), investimenti in R&S pari a € 917 milioni (85% del totale), 3.498 addetti impiegati in R&S (75% del totale); 125 sono altre biotech (tra cui, ad esempio, aziende che si dedicano in modo esclusivo alle biotecnologie). Hanno un fatturato di 474 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al Rapporto 2013 (451 milioni) mentre è in calo il numero di addetti in R&S (-6,5%), di imprese (-1,6%) e di investimenti (-3,5%). Quello dei farmaci biotech è, dunque, un 'futuro già presente' anche in Italia, con 403 prodotti in sviluppo (44 in più rispetto al precedente Rapporto): il 62% è in fase avanzata di sperimentazione. L'oncologia continua ad essere l'area terapeutica con il maggior numero di progetti di R&S (42%), con gran parte dei prodotti in fase conclusiva di sviluppo. Il farmaco biotech, si rileva nel Rapporto, è importante anche per lo sviluppo scientifico, sociale ed economico, dei singoli territori. Tra le varie Regioni spicca la Lombardia, con 69 imprese (14 grandi, 14 medie, 41 piccole e micro), seguita da Lazio (20), Emilia Romagna (17) e Toscana (15).

 

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Il settore delle biotecnologie nella farmaceutica rappresenta per il Paese ''un settore industriale su cui puntare, oltre che un'arma importante per dare risposte a migliaia di pazienti contro varie malattie''. Ma pesano negativamente i ''troppi ritardi la troppa burocrazia in Italia e la disomogeneità sul territorio''. E' questo il messaggio lanciato oggi dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dal presidente del gruppo Biotecnologie di Farmindustria, Eugenio Aringhieri, in occasione della presentazione del 'Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia - 2014'. ''Proprio la farmaceutica - ha sottolineato Scaccabarozzi - con ben l'85% degli investimenti, 'traina' il settore del biotecnologico. La gran parte dei nuovi farmaci in arrivo sono, infatti, biotecnologici, ed oggi questa è la vera innovazione''. Resta però il nodo dei costi: ''Per sviluppare un solo nuovo farmaco biotech, il costo è di 1,5-1,8 mld. Una questione da approfondire anche se, in prospettiva, i vantaggi in termini di risparmi per i sistemi sanitari sono notevoli''. La ricerca biotecnologica infatti, ha affermato Aringhieri, ''rappresenta uno strumento evoluto per dare risposte in settori dove la sfida è ancora aperta, a partire dal settore oncologico che è una delle aree target: su 400 progetti in sviluppo in Italia, ben 180 riguardano infatti l'oncologia''. Dai farmaci biotech, che mirano alle cura personalizzata e 'su misura' per ogni singolo paziente, arrivano dunque grandi promesse, ma restano dei nodi da affrontare: ''Il primo problema sono i tempi, dato che in Italia si registra un ritardo di 291 giorni per l'accesso ai farmaci innovativi rispetto agli altri paesi europei. Altri 'intoppi' - ha concluso Aringhieri - sono poi la troppa burocrazia e la penalizzazione a causa della disomogeneità di approccio per la presenza sul territorio, in pratica, di 21 sistemi sanitari diversi''.
 

 

Dal tumore all'ovaio alla leucemia, dal melanoma alla sclerosi multipla. Sono tante le malattie che, in futuro, potranno essere combattute con i farmaci biotecnologi, per terapie sempre più personalizzate. E sono già 110 i farmaci biotecnologici disponibili in Italia, relativi a 12 aree terapeutiche e commercializzati da 24 imprese. E' quanto emerge dal 'Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia - 2014', realizzato da Farmindustria. L'area più rilevante è l'infettivologia con 35 farmaci, seguita da quella oncologica (23) e dalle malattie metaboliche, epatiche ed endocrine (21). Dei 110 farmaci disponibili, 21 hanno ottenuto la designazione di farmaco orfano e riguardano soprattutto patologie connesse a malattie infettive, metaboliche, epatiche. Attualmente, si sta a lavorando a dieci farmaci biotech per sconfiggere altrettante patologie: - Tumore ovaio: è in sviluppo un medicinale di terapia cellulare che ha avuto designazione di farmaco orfano da EMA e FDA.

- Cheratite neurotrofica: non esiste attualmente una terapia ma è in corso un progetto di ricerca che verifica l'impiego del Nerve Factor (NGF), scoperto da Rita Levi Montalcini.

- Retinite pigmentosa: ad oggi alcuni studi hanno indicato la possibilità d'impiego di un farmaco per cui EMA e FDA hanno concesso la Orphan Drug Designation.

- Melanoma: la ricerca si orienta verso terapie immunoterapiche innovative che migliorano la risposta autoimmune.

- Morbo di Crohn: sono allo studio trattamenti costituiti soprattutto da anticorpi monoclonali per i quali si sta riscontrando efficacia in pazienti refrattari ad altri farmaci.

- Sclerosi multipla: in fase di ricerca due nuove molecole.

- Ipercolesterolemia familiare: in fase di ricerca nuove strategie, in particolare un principio attivo che aumenta la capacità del fegato di rimuovere il colesterolo LDL dal sangue.

- Iperlipidemia: sono in fase di ricerca nuove strategie terapeutiche, tra cui uno specifico anticorpo monoclonale.

- Leucemia linfoblastica acuta: ad oggi l'impiego di una nuova molecola in ricerca ha permesso di ottenere una risposta in pazienti con leucemia linfoblastica acuta B. - Dolore neuropatico da cancro: è in sviluppo un anticorpo monoclonale.

 

fonte: farmindustria
 

Farmaci
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