
La capsaicina agisce innanzitutto mediante la riduzione dei recettori per gli estrogeni sulle cellule tumorali, inoltre agisce anche sulle cellule tumorali non ormono-dipendenti, riduce anche la produzione di PSA, la proteina antigene specifica che è utilizzata per rilevare la presenza di un cancro alla prostata attraverso un esame del sangue. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto e della varietà.



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