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Istat, 13 milioni di persone in difficoltà per malattie e invalidità

Sanità pubblica Redazione DottNet | 21/07/2015 19:11

Malattie e invalidità più o meno gravi condizionano - incidendo più o meno pesantemente nell' autonomia - la vita di circa 13 milioni di persone che vivono disagi nella loro quotidianità. Si tratta del 25,5% della popolazione residente in Italia.

Lo afferma l'Istat nel report sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali relativo al 2013. Nel 54,7% dei casi sono donne e il 61,1% anziani. Circa 5 milioni di persone non sono iscritte a corsi di alcun tipo (scolastici, universitari o di formazione professionale); per motivi di salute 400 mila subiscono restrizioni nello studio. Appena il 44% di queste persone (a fronte del 55,1% del totale della popolazione) ha un'occupazione. Le persone con limitazioni funzionali gravi sono circa 3,1 milioni (il 6% della popolazione) di cui oltre 2,5 milioni sono anziani, il 20% degli ultra 65/enne.

Il resto delle persone, circa 10 milioni, ha invece limitazioni lievi, patologie croniche o invalidità permanenti. Di queste persone, il 48,1% non ha alcun titolo di studio o ha conseguito solo la licenza elementare; il 45,2% dichiara che le risorse economiche di cui dispongono sono scarse o insufficienti.

 

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Le persone con grave riduzione di autonomia sono circa 2 milioni e 600 mila. Il 34% di coloro che soffrono di limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi dichiarano di non essere in grado di svolgere da solo almeno una delle attività essenziali della vita quotidiana (come sdraiarsi ed alzarsi dal letto, vestirsi e spogliarsi, lavarsi le mani). Inoltre, tre milioni e mezzo di persone con limitazione funzionali, invalidità o cronici gravi, hanno difficoltà ad uscire di casa per le condizioni di salute. Si tratta dei due terzi dei casi (76,2%) con limitazioni gravi. Lievemente più bassa è la quota di quanti, sempre per motivi di salute, hanno difficoltà ad accedere agli edifici (22,3%) e ad utilizzare mezzi di trasporto pubblici (19,7%). Fra l'altro, lavora appena una persona su cinque con limitazioni funzionali gravi. In generale, fra chi ha limitazioni, gravi e non, è occupato il 44% contro il 55,1% registrato fra l'intera popolazione; la percentuale in cerca di occupazione è lievemente inferiore (12,6% contro 14%). Risulta occupato il 52,5% degli uomini (contro 64,6%) contro il 35,1% delle donne (45,8%).

 

La quota di occupati è molto più bassa nel mezzogiorno (34,1%) rispetto al Nord (51,7%). Poi, oltre la metà delle persone con limitazioni gravi ha restrizioni nel lavoro (53,1%, il 12,3% di chi soffre di limitazioni). Secondo l'Istat "nell'ostacolare l'integrazione nel mondo del lavoro c'è la mancanza di opportunità indicata come il motivo principale dal 22,5% della popolazione residente in Italia. Una persona su 5 con limitazioni funzionali - in particolare donne - ha restrizioni nel tempo libero; il 17% incontra difficoltà ad incontrare amici e parenti a causa di problemi di salute, il 22,1% a svolgere attività del tempo libero.

 

 

fonte: istat

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