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Contr'ordine: gli integratori sono sicuri per la prostata

Farmaci Redazione DottNet | 07/10/2015 14:19

Federsalus e Aiipa replicano allo studio delle Molinette di Torino

Non è vero che gli integratori alimentari aumentano il rischio di tumore alla prostata: è la replica di Federsalus e Aiipa (associazioni di produttori e distributori) allo studio dell'ospedale Molinette di Torino, diffuso nei giorni scorsi e pubblicato sulle riviste americane Nature Reviews Urology e The Prostate. "I prodotti impiegati nello studio non sono integratori alimentari - sostiene Federsalus - Due delle sostanze oggetto dello studio sono state assunte dai pazienti coinvolti in quantità doppie rispetto all'uso raccomandato dalle Linee Guida del Ministero della Salute".

 

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Inoltre la ricerca - aggiunge la nota - è stata condotta "su pazienti con manifestazioni già conclamate di adenoma pre-canceroso". "Qualunque prodotto usato fuori dal range di tollerabilità - dichiara Alberto Martina, medico e professore presso il Dipartimento di Scienze del farmaco dell'Università di Pavia -può costituire un pericolo in presenza di una lesione". Dello stesso tenore la precisazione dell'Aiipa che aggiunge: "E' bene ricordare che i tre composti ( selenio, licopeni e polifenoli del tè verde, ndr) considerati singolarmente in studi molto più ampi, hanno invece dimostrato efficacia nel preservare la fisiologia prostatica o comunque nessun aumento del rischio di insorgenza del cancro"."Non ci sembra corretto - conclude la note di Aiipa - generalizzare in termini negativi e allarmistici, considerando che i risultati sono stati elaborati a partire da pochi dati disponibili".

 

 

fonte: federsalus

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