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Vaccino antinfluenzale, sempre meno diffuso

I target attesi non sono stati raggiunti
Medicina Interna

Tra gli adulti la vaccinazione antinfluenzale è poco diffusa e si riduce negli anni: nel periodo 2012-2015 solo l’8% dei 18-64enni si è vaccinato, una percentuale che cresce al 15% se l’analisi si restringe alla fascia 50-64 anni e al 33% circa se ci si concentra sui 65-69enni, ai quali la vaccinazione è comunque raccomandata e offerta a prescindere dallo stato di salute. Sono gli ultimi dati che in tema di profilassi antinfluenzale arrivano dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), l’osservatorio del Cnesps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute) che dal 2008 monitora il raggiungimento degli obiettivi di salute fissati dai Piani sanitari nazionali e regionali.

Le rilevazioni dimostrano che la copertura antinfluenzale ancora non riesce a raggiungere i target attesi. Di più, resta ben distante: nel quadriennio di riferimento, dice infatti Passi, poco più del 21% degli adulti di età compresa tra i 18 e i 64 anni affetti da patologia cronica (malattia cardiovascolare, diabete, insufficienza renale, malattia respiratoria cronica, tumore, malattia cronica del fegato) ha fatto ricorso alla vaccinazione. Ed è una media a calare, perché nell’ultima campagna non si è riusciti ad andare oltre il 19%.

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Il ricorso alla vaccinazione antinfluenzale è più frequente fra le persone affette da patologie croniche, alle quali è fortemente raccomandata, ma resta in ogni caso molto lontano dall'atteso: nel quadriennio 2012-2015, Tuttavia anche in questo gruppo più vulnerabile di persone il ricorso alla vaccinazione è andato riducendosi nel tempo e nell’ultima campagna non ha superato il 19%. Tra gli adulti con malattie croniche le persone con diabete ricorrono più frequentemente delle altre alla vaccinazione antinfluenzale.

Ancora una volta, poi, le medie nazionali nascondono valori regionali estremamente difformi tra loro. Tra i 18-64enni con almeno una patologia cronica, per esempio, la copertura vaccinale oscilla dal 32% di Basilicata e Molise all’8,2% della Provincia di Bolzano; in particolare, rispetto alla media italiana del 21,4% sono cinque le Regioni che restano nettamente al di sotto, e quasi tutte al Nord: Emilia Romagna (17,3%), Friuli Venezia Giulia (14,9%), Lombardia (10,7%), la già citata Bolzano e la Sardegna (12,1%). Una distribuzione che conferma come alla base del rifiuto dei vaccini non ci sono le inadeguatezze del Ssn ma alcuni specifici orientamenti di pensiero

Medicina Interna
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