|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Diabete: nuovo farmaco per fermare la progressione letale

Impedisce agli acidi grassi di accumularsi nei reni
Diabetologia

Scienziati australiani e svedesi dichiarano di aver scoperto come fermare la progressione del diabete con manifestazioni renali, o nefropatia diabetica, una condizione potenzialmente letale che può colpire i pazienti di entrambe le principali forme di diabete. E hanno formulato un nuovo farmaco, le cui sperimentazioni umane sono programmate più tardi quest'anno. Lo studio basato su sperimentazioni su topi, condotto dagli immunologi Andrew Nash del colosso farmaceutico di base in Australia CSL e Ulf Eriksson del Karolinska Institutet, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, suggerisce tale condizione possa essere non tanto una complicazione del diabete quanto una malattia sorella, innescata dalle stesse cause.


    La nefropatia diabetica, la causa più comune di collasso renale, si verifica quando i filtri dei reni, detti glomeruli, si cicatrizzano e perdono la capacità di purificare il sangue.    Si è a lungo ritenuto - scrivono gli autori - che il disturbo fosse causato da eccesso di glucosio nel sangue, ma il nuovo studio suggerisce che sia invece il risultato di un accumulo di acidi grassi in certi tessuti, un fenomeno che si ritiene porti al diabete stesso. "Questa ricerca si rivolge a un'importante area della medicina finora non affrontata. Potrebbe condurre a un approccio completamente nuovo al trattamento del diabete di tipo 2", aggiungono. Il nuovo farmaco, detto 2H10, impedisce agli acidi grassi di accumularsi nei reni, bloccando così l'attività di una proteina-recettore sulla superficie delle cellule. 

pubblicità

fonte: ansa, cell metabolism

Diabetologia
Commenti

I Correlati

Gengive infiammate e diabete: ecco perché alcune parodontiti non guariscono
Diabetologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Diabete tipo 2: un algoritmo basato sull’emocromo individua chi rischia di più complicanze cardio-renali
Diabetologia
Diabete tipo 2: un algoritmo basato sull’emocromo individua chi rischia di più complicanze cardio-renali
Uno strumento semplice e a basso costo potrebbe aiutare a riconoscere fin dalla diagnosi i pazienti più vulnerabili, consentendo interventi terapeutici e controlli personalizzati prima della comparsa delle complicanze
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
Pazienti
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
La ricerca del Policlinico Gemelli accende i riflettori sulla metainfiammazione, un processo invisibile che potrebbe aprire la strada a una prevenzione sempre più precoce
Esercizio fisico come terapia nel SSN, al Senato si lavora alla prescrizione medica
Prevenzione
Esercizio fisico come terapia nel SSN, al Senato si lavora alla prescrizione medica
Allo studio un testo unificato che delega il Governo a introdurre programmi di attività fisica nei percorsi di prevenzione e cura. Il provvedimento è ancora in Commissione: da definire modalità, professionisti coinvolti e sostenibilità economica
Retinopatia diabetica, lo screening pressorio in oculistica può intercettare un rischio cardiovascolare nascosto
Diabetologia
Retinopatia diabetica, lo screening pressorio in oculistica può intercettare un rischio cardiovascolare nascosto
Nei pazienti con diabete, l'ipertensione può sfuggire ai controlli. Uno studio indica che la misurazione della pressione durante la visita oculistica favorisce l'identificazione precoce del rischio cardiovascolare.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.