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Diabete: scarpe escluse dai Lea, più rischi per 150 mila malati

Diabetologia Redazione DottNet | 13/03/2017 13:37

Sono cruciali contro le amputazioni dal costo di 15mila euro anno per ogni paziente

Sono delle particolare scarpe ortopediche dal costo di 100-200 euro al paio. Una spesa che può incidere notevolmente nel bilancio di chi ne ha bisogno: sono i moltissimi malati di diabete che soffrono di piede diabetico con ulcere e che necessitano, appunto, di queste particolari calzature. Le scarpe non sono però più inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) e questo, afferma il presidente della società italiana di diabetologia Giorgio Sesti dal congresso Panorama Diabete, "può aumentare i rischi per circa 150 mila diabetici italiani che potrebbero averne bisogno".


    "Nei Lea, dei quali diamo un giudizio sostanzialmente positivo, anche se alcuni aspetti si potevano ottimizzare maggiormente - spiega Sesti - sono incluse protesi più raffinate e costose per i pazienti che hanno subito un'amputazione e questo è ovviamente fondamentale.

Sono però escluse le scarpe ortopediche terapeutiche, solo in apparenza meno importanti".    Infatti, sottolinea, tali scarpe "determinando una particolare posizione per il piede ulcerato, aiutano a prevenire conseguenze più gravi fino all'amputazione. In Italia sono 150 mila i pazienti con un problema serio di piede diabetico che potrebbero averne bisogno".

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    Si tratta certamente di un costo per il Servizio Sanitario Nazionale, costo che si tradurrebbe però in un notevole risparmio per le casse della sanità sul medio termine: "Basti pensare - sottolinea Sesti - che sono circa 10 mila l'anno le amputazioni per piede diabetico. Il costo per ogni paziente amputato è di circa cinquemila euro annuali solo per i costi diretti, cui si aggiungono altri 10 mila euro per costi indiretti".    "Facendo una stima, dunque - avverte lo specialista - se tutti i pazienti che ne hanno bisogno utilizzassero tali scarpe, prevenendo così complicanze e innanzitutto amputazioni, si potrebbe arrivare ad un risparmio annuale per il Servizio Sanitario pari a 1.5 milioni di euro". Di contro, conclude Sesti, "nei Lea sono rientrati vari nuovi esami e dispositivi, e ciò è senza dubbio positivo. 

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