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Lorenzin, così abbasseremo i ticket. Le tre soluzioni in esame

Valgono 3 miliardi. L'obiettivo è prestare maggiore attenzione alle fasce più della popolazione
Sanità pubblica

L'obiettivo è favorire le fasce più deboli della popolazione. Si fonda anche su questa premessa la partita che il 5 aprile si aprirà al ministero della Salute, con il primo incontro tra il ministro Beatrice Lorenzin e le Regioni, per arrivare ad una revisione del sistema dei ticket sanitari, già prevista nel Patto per la Salute 2014.

Tre sono, al momento, le ipotesi sul tavolo, sulle quali ministro e Regioni avvieranno il confronto. I ticket incidono per 3 miliardi di euro sui 113 del Fondo Sanitario Nazionale e, come ha già ipotizzato di recente la stessa Lorenzin, potrebbero essere aboliti agendo ad esempio sulla Spending review. Ma se in generale la cifra che si ricava è bassa, per alcuni territori potrebbe essere difficile sopperire a un taglio netto. Tre dunque, al momento, le possibili strade percorribili già indicate da Lorenzin: una revisione della compartecipazione alla spesa, ovvero i ticket, sulla base dei componenti familiari o della perdita del lavoro, ma a parità di gettito; un recupero di risorse attraverso la Spending review che consenta, eliminando gli sprechi, di immettere più fondi nel sistema, con il risultato di arrivare all'abolizione dei ticket; una revisione delle modalità di raccolta dei ticket con una formula più proporzionale al reddito, vincolando le risorse alle fasce fragili e in difficoltà.

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L'ipotesi della totale abolizione dei ticket, tuttavia, suscita perplessità sul fronte delle Regioni: "Sottrarre 3 mld al Fondo sanitario, ovvero l'importo derivato dai ticket - afferma il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta - per le Regioni rappresenterebbe un problema, perchè vorrebbe dire dover ridurre l'attività nell'ambito dello stesso Fondo per la Sanità". Ad ogni modo, sottolinea, "la priorità è anche approfondire il tema partendo dalla necessità di arrivare ad una omogeneizzazione del sistema su tutto il territorio nazionale. Certamente - aggiunge - l'attuale crisi economica ed i problemi legati alla povertà impongono oggi di porre l'attenzione sulle fasce più deboli della popolazione, e su questo concordiamo con il ministro". Altro nodo è quello dei ticket sugli esami diagnostici: "Sono alti e ciò porta ad una concorrenza del privato che offre prezzi più bassi. E' un punto - conclude Saitta - su cui intervenire".

Circa 1,4 miliardi di euro sborsati dagli italiani nel 2015 per i ticket, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per l'intramoenia. Questa la spesa per le prestazioni sanitarie registrata dal rapporto Agenas, con degli squilibri regionali molto ampi, che hanno portato il ministro Lorenzin a ribadire la necessita' di rivedere il sistema.     La cifra complessiva dei ticket, rileva l'agenzia, e' diminuita del 9,4% nell'intero periodo 2012-2015.     "A livello regionale - si legge - si riscontrano solo 4 casi in controtendenza rispetto all'andamento nazionale nel 2015 rispetto al 2012. Nel dettaglio si riscontra un aumento della relativa entrata nella Valle d'Aosta (8,0%), nelle Province Autonome di Bolzano (9,9%) e di Trento (19,2%) e nella Regione Emilia Romagna (4,8%)".  

Per quanto riguarda le differenze regionali, la Valle d'Aosta, i cui cittadini hanno speso in media circa 50 euro a testa nel 2015, e' quella con i valori piu' alti, seguita da Friuli Venezia Giulia (37 euro pro capite), Toscana (36,7) ed Emilia Romagna (36). Dall'altro lato della classifica ci sono le regioni del Sud, con la Sicilia a 9 euro pro capite, la Campania a 10 e la Puglia a 12, mentre la media nazionale e' circa 23.     Anche per l'attività intramoenia dei medici - ovvero l'attività privata nelle strutture sanitarie pubbliche - scrive l'Agenas, c'e' un calo nella spesa negli ultimi anni del 9%.  

"A livello regionale si riscontrano solo 5 casi in controtendenza rispetto all'andamento nazionale nel 2015 rispetto al 2012. Si tratta della Provincia autonoma di Bolzano (+57,3%), quella di Trento (+12,4%), della Regione Molise (+9,7%), Marche (+3,7%) e Umbria (+0,8%)".     In aumento invece i ticket pagati sul pronto soccorso. La voce e' in aumento, a livello nazionale, in ogni annualita' considerata. Questo ha portato ad un aumento percentuale del 25,8% nell'intero periodo 2012-2015. A livello regionale si riscontrano 7 casi in controtendenza rispetto all'andamento nazionale nel 2015 rispetto al 2012. Si registrano, infatti, cali nella Regione Calabria (-55,4%), Campania (-49,1%), Sicilia (-20,5 %), Friuli (-16,3 %), Umbria (-8,9 %), Liguria (-5,1 %), e Lombardia (-2,4 %).

fonte: ansa

Sanità pubblica
Commenti
PP
Paolo Passamonti
E' ovvio che al Sud la spesa sanitaria risulti inferiore , sono tutti invalidi percio' esenti ...
Rispondi
11/04/2017 17:42
SA
Salvatore Alaimo
penso che succederà ancora,come le altre volte,che all'abolizione dei ticket seguirà una forte inpennata di richieste di prestazioni
Rispondi
03/04/2017 09:05

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