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Epilessia post-ictus: i fattori di rischio

L’alta incidenza dell’epilessia dopo l’ictus MCA fa emergere la necessità di intervenire sui fattori di rischio ad essa associati.
Neurologia

L’ictus è la seconda causa di morte e la principale responsabile delle disabilità nel mondo. In soggetti di età superiore ai 65 anni, l’ictus può dare origine all’epilessia e, considerando l’incremento progressivo dell’aspettativa di vita, la prevalenza dell’epilessia post-ictus tenderà a crescere sempre di più, con un notevole impatto negativo sulla qualità della vita.

Ad ogni modo, l’ictus si presenta come una patologia eterogenea che include differenti sottotipi legati, ognuno, ad un diverso rischio di insorgenza di epilessia. Uno dei tipi maggiormente associati alle crisi epilettiche è l’ictus dell’arteria cerebrale media (MCA). I pazienti con infarti MCA solitamente presentano deviazione della testa e degli occhi, paralisi di un sito del corpo, deficit sensoriali severi e afasia globale in caso di compromissione dell’emisfero dominante. A queste condizioni invalidanti si aggiunge una perdita di coscienza nelle prime 24-48 ore e una ridotta capacità ventilatoria. Ad oggi non ci sono trattamenti farmacologici efficaci per l’ictus ischemico MCA; solo la chirurgia decompressiva, entro le 48 ore dall’insorgenza dell’ictus, è in grado di ridurre la mortalità e incrementare il numero di pazienti con un decorso funzionale favorevole. L’emicraniectomia decompressiva (DHC) rappresenta infatti una procedura “salvavita” per l’infarto MCA grave.

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L’obiettivo dello studio di coorte è stato quello di valutare retrospettivamente 36 pazienti con ictus MCA sottoposti ad DHC al fine di analizzare l’incidenza dei fattori di rischio per lo sviluppo di epilessia. 

Sono stati ipotizzati diversi fattori di rischio per l’epilessia dopo il trattamento DHC di ictus MCA, tra cui: età, sesso, fattori di rischio vascolari, sito di ischemia terapia di riperfusione, eziologia ed estensione dell’ictus, trasformazione emorragica.

Il follow up dei pazienti coinvolti nello studio è stato effettuato dopo circa 1086 giorni; perdendo il 25% dei soggetti, morti prima del controllo. Dopo un anno si è registrato un tasso di mortalità complessiva del 30.6%. Ad ogni modo 13 pazienti (36.1%) hanno presentato episodi di crisi epilettiche nella prima settimana post-ictus e, in generale, 22 pazienti (61.1%) hanno poi sviluppato crisi. Emerge così che l’incidenza dell’epilessia dopo infarti MCA trattati chirurgicamente con DHC è molto alta.

É stato anche dimostrato che le crisi si presentano precocemente nei pazienti che non erano stati sottoposti ad una profilassi con anticonvulsivanti. Inoltre l’estensione dell’area infartuata e la grandezza dell’ischemia corticale sembrano essere i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo dell’epilessia nel sottotipo di ictus analizzato.

I risultati di questo lavoro potrebbero aiutare a comprendere le caratteristiche e i fattori di rischio per le crisi epilettiche in pazienti con ictus MCA severo, fornendo così uno strumento utile alla pianificazione di nuove strategie terapeutiche per contrastare l’insorgenza di epilessia post-infarto.

Fonte:

Rosane Brondani et al. High Risk of Seizures and Epilepsy after Decompressive Hemicraniectomy for Malignant Middle Cerebral Artery Stroke. Cerebrovasc Dis Extra 2017;7:51–61.

Neurologia
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