
Governatore della Toscana, presenterò una proposta di legge per il Parlamento
"Non ho nulla contro i medici che fanno la libera professione. Certo, l'esperienza dei cittadini è che a pagamento il servizio lo si ha in due giorni, o in una settimana al massimo. Quando, invece, lo si deve fare in regime pubblico ordinario a volte la risposta comporta una lista di attesa lunga, anche di mesi. Sono per superare, anzi, per abolire gradualmente la libera professione", perché "è una picconata al servizio sanitario nazionale e a un'idea di una sanità pubblica per tutti. Ci arriveremo".
Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa dello Spi Cgil a Firenze sulla sanità. "Io presenterò anche una proposta di legge da avanzare al Parlamento. Non c'è Paese d'Europa che abbia un sistema come il nostro", ha aggiunto. Poi, ha detto ancora, "sulla sanità certo bisogna spendere di più. Noi siamo fermi al 2011. Nonostante l'ultimo governo abbia messo qualche soldo in più. Dal 2011 la spesa sanitaria è intorno a 113 miliardi. Sette anni di spesa sanitaria ferma con annate nelle quali è andata anche indietro. È evidente che hanno colpito la nostra sanità". Per Rossi "bisogna cominciare a spendere di più su questa sanità. Vedo con grande preoccupazione la decontribuzione che le aziende possono fare per una sorta di mutualità, che in questo caso non sarebbe integrativa perché se la decontribuzione avviene sui servizi essenziali si rischia di creare due gambe che demoliscono il servizio sanitario universalistico", ha concluso.
Il presidente Fnomceo: se il cittadino è costretto alla libera professione per mancanza di accesso nel pubblico, la responsabilità è del sistema.
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