
Le donne sottoposte a parto cesareo hanno un maggiore rischio di sviluppare depressione post partum, rispetto a quelle che hanno un parto naturale. Lo dimostra uno studio italiano condotto presso l'Ospedale Abano Terme di Padova e pubblicato sull'International Journal of Gynaecology and Obstetrics. Favorita dall'aver già sofferto di depressione e dalla mancanza di sostegno sociale, la depressione post partum in Italia la una prevalenza dal 7 al 13%, a seconda della gravità dei sintomi.
Il problema ha importanti ripercussioni non solo per la salute della mamma, ma anche del neonato: è infatti collegata a interruzione precoce dell'allattamento al seno e a una più difficile relazione madre-figlio. Per identificare le donne più a rischio i ricercatori hanno somministrato a donne che avevano appena partorito presso il Policlinico Abano Terme (tra febbraio 2014 e maggio 2015) il test Edinburgh Postnatal Depression Scale (EPDS), un questionario ampiamente utilizzato a livello internazionale per valutare i sintomi depressivi, ma anche ansia e anedonia (una forma di appiattimento dello stato emotivo).
Delle 950 pazienti incluse nell'analisi, 694 (73,1%) hanno avuto un parto naturale e 256 (26,9%) un cesareo. I punteggi EPDS sono risultati significativamente più elevati nel primo caso. Risultati da non sottovalutare, soprattutto a fronte dell'ampio utilizzo dei tagli cesarei che ancora si registra in Italia e pari al 34% del totale secondo dati del Ministero della Salute.
Fonte: ansa




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