
Il microbiota materno rappresenta una biomassa metabolicamente attiva, stimata in circa 1–2 kg, che svolge un ruolo centrale nella regolazione dell’omeostasi immunitaria, metabolica e neuroendocrina della diade madre-feto (Biagioli et al., 2025). La sua composizione e funzionalità influenzano in modo significativo la salute riproduttiva e gli adattamenti fisiologici necessari all’instaurarsi e al mantenimento della gravidanza.
Questo lavoro analizza il ruolo dell’eubiosi preconcezionale come strategia di medicina preventiva finalizzata all’ottimizzazione degli esiti gestazionali, con particolare attenzione alla modulazione del microbiota prima dell’avvio degli adattamenti fisiologici gravidici.
È stata condotta una revisione narrativa critica della letteratura relativa ai principali meccanismi di comunicazione bidirezionale tra microbiota intestinale, vaginale ed endometriale, all’asse intestino-placenta e alla classificazione dei Community State Types (CST) vaginali, valutandone le associazioni con la recettività endometriale e la competenza riproduttiva.
Le condizioni di disbiosi in fase preconcezionale, in particolare i profili microbici instabili come il CST 3 o francamente disbiotici come il CST 4, risultano associate, in specifici contesti clinici, a infertilità, endometriti subcliniche CD138-positive e fallimenti d’impianto (Moreno et al., 2016; Chen et al., 2025). Meccanismi immuno-infiammatori, quali la Maternal Immune Activation (MIA) mediata dall’asse IL-6/Th17/IL-17A, insieme alla ridotta produzione di metaboliti microbici chiave come il butirrato e l’acido 3-indole-propionico (IPA), rappresentano vie biologicamente plausibili attraverso cui la disbiosi può contribuire a complicanze ostetriche e a potenziali alterazioni del neurosviluppo fetale, come suggerito prevalentemente da modelli preclinici (Biagioli et al., 2025; Barrientos et al., 2024; Alsharairi & Li, 2023).
Il razionale biologico a supporto di un approccio preventivo microbiota-oriented risulta solido. La preparazione dell’ambiente biologico materno in fase preconcezionale costituisce un pilastro per la salute dei primi 1000 giorni di vita e per la programmazione immunitaria a lungo termine del nascituro.
UN CAMBIAMENTO DI PARADIGMA NELLA SALUTE MATERNO-FETALE
Il concetto di microbiota umano si è progressivamente evoluto fino a configurarlo come un vero e proprio organo immuno-metabolico integrato, capace di influenzare la risposta infiammatoria sistemica e l’espressione genica attraverso la produzione di metaboliti bioattivi, quali gli acidi grassi a catena corta (SCFA) (Biagioli et al., 2025). Questi metaboliti svolgono un ruolo cruciale nella modulazione dell’omeostasi immunitaria e metabolica materna, con ricadute dirette sugli esiti riproduttivi e sullo sviluppo fetale.
Infatti durante la gravidanza, il microbiota materno va incontro a un rimodellamento fisiologico funzionale, caratterizzato da modificazioni compositive e metaboliche che supportano le aumentate richieste energetiche fetali (Koren et al., 2012). Tuttavia, se tale rimodellamento si sovrappone a una disbiosi preconcezionale non risolta, può amplificare stati di infiammazione sistemica ed endotossiemia metabolica, predisponendo a complicanze ostetriche (Koren et al., 2012).
La nutrizione materna rappresenta uno dei principali determinanti ambientali in grado di modulare il microbiota intestinale e di influenzare lo sviluppo immunitario e metabolico fetale, agendo come fattore di programmazione precoce della salute (Barrientos et al., 2024). Anticipare l’intervento clinico e nutrizionale alla fase preconcezionale consente pertanto di costruire una reale competenza riproduttiva, preparando l’ambiente biologico materno prima del concepimento.
MICROBIOTA PRECONCEZIONALE E COMPETENZA RIPRODUTTIVA
La fase preconcezionale rappresenta una finestra biologica strategica durante la quale è possibile modulare gli equilibri microbici prima che le pressioni selettive indotte dalla gravidanza limitino le opzioni terapeutiche.
Asse intestino–vagina–endometrio
Il microbiota intestinale funge da principale serbatoio microbico e regolatore dell’eubiosi sistemica. Una disbiosi intestinale, attraverso l’aumento della permeabilità mucosale e dei segnali infiammatori sistemici, può favorire alterazioni dei distretti urogenitali e compromettere l’equilibrio del microbiota vaginale ed endometriale (Koren et al., 2012).
Community State Types (CST) e competenza riproduttiva
La salute vaginale è descritta attraverso cinque Community State Types, la cui composizione microbica è associata a differenti esiti riproduttivi (Chen et al., 2025).
Il CST 1, dominato da Lactobacillus crispatus, rappresenta il profilo più favorevole ed è associato a elevata produzione di acido lattico, pH stabilmente acido e protezione nei confronti delle infezioni ascendenti, con migliori tassi di impianto e ridotto rischio di endometrite (Barnea et al., 2026).
Il CST 2, dominato da Lactobacillus gasseri, è generalmente considerato favorevole, sebbene presenti una stabilità ecologica inferiore rispetto al CST 1 (Chen et al., 2025).
Il CST 3, caratterizzato dalla dominanza di Lactobacillus iners, mostra una ridotta stabilità funzionale e, in contesti clinici quali infertilità e fallimenti d’impianto, risulta associato a una maggiore suscettibilità alla transizione verso stati disbiotici (Chen et al., 2025).
Il CST 4 è definito da assenza di dominanza lattobacillare ed elevata biodiversità non lattobacillare, con prevalenza di microrganismi anaerobi quali Gardnerella, Prevotella, Atopobium e Mobiluncus, ed è associato a infiammazione subclinica, aumentato rischio di parto pretermine e complicanze ostetriche (Moreno et al., 2016).
Il CST 5, dominato da Lactobacillus jensenii, presenta caratteristiche protettive legate alla produzione di acido lattico e perossido di idrogeno e a una buona adesività mucosale (Chen et al., 2025).
Dalla disbiosi al fallimento d’impianto
La perdita della dominanza lattobacillare può favorire la colonizzazione endometriale da parte di microrganismi non benefici, contribuendo allo sviluppo di endometriti subcliniche caratterizzate dalla presenza di plasmacellule CD138-positive e da un incremento di citochine pro-infiammatorie (Moreno et al., 2016). Questo microambiente altera l’espressione genica della recettività endometriale e promuove un assetto immunitario di tipo Th1, meno tollerogenico nei confronti dell’embrione. Contestualmente, la ridotta produzione di metaboliti come il butirrato compromette l’integrità della barriera intestinale, favorendo la traslocazione endotossinica e interferendo indirettamente con la qualità ovocitaria (Biagioli et al., 2025).
PROBIOTICI IN FASE PRECONCEZIONALE: MECCANISMI E TIMING BIOLOGICO
L’utilizzo dei probiotici in fase preconcezionale dovrebbe essere finalizzato a una rimodulazione profonda e funzionale dell’ecosistema microbico, piuttosto che a un intervento riparativo tardivo.
Il ripristino dell’eubiosi richiede il rispetto dei tempi biologici. Un approccio nutrizionale strutturato, in grado di modulare la disponibilità di substrati fermentabili e sostenere selettivamente i ceppi benefici, si è dimostrato efficace nel ridurre l’infiammazione sistemica e nel migliorare l’assetto immunitario materno (Alsharairi & Li, 2023; Barrientos et al., 2024). Nei casi di disbiosi clinicamente rilevante, una temporanea posticipazione della ricerca di gravidanza, valutata individualmente in relazione a età e riserva ovarica, può rappresentare una scelta di medicina preventiva responsabile.
I probiotici agiscono attraverso la riduzione della traslocazione di lipopolisaccaridi, la promozione delle cellule T regolatorie e il rafforzamento delle giunzioni epiteliali, contribuendo a un profilo immunitario più tollerogenico (Alsharairi & Li, 2023).
IMPLICAZIONI PER GLI ESITI DI GRAVIDANZA
Una disbiosi preconcezionale non risolta rappresenta un fattore di rischio persistente per lo sviluppo di diabete gestazionale, preeclampsia e parto pretermine, attraverso meccanismi di endotossiemia metabolica e infiammazione sistemica (Koren et al., 2012).
Un aspetto di particolare interesse è rappresentato dalla Maternal Immune Activation. Studi sperimentali suggeriscono che l’attivazione dell’asse IL-6/Th17/IL-17A possa interferire con la citoarchitettura corticale e la sinaptogenesi fetale. Nella specie umana, tali meccanismi sono considerati biologicamente plausibili e associativi, ma non dimostrati in termini causali rispetto ai disturbi del neurosviluppo (Biagioli et al., 2025; Barrientos et al., 2024).
Il microbiota eubiotico contribuisce inoltre alla produzione di acido 3-indole-propionico, metabolita derivato dal triptofano con attività antiossidante e neuroprotettiva. Una sua riduzione, tipica degli stati disbiotici, è associata a una maggiore attivazione microgliale e a un potenziale impatto sullo sviluppo del sistema nervoso centrale fetale (Alsharairi & Li, 2023).
L’assetto microbico materno influenza infine la colonizzazione intestinale del neonato. La trasmissione di un microbiota eubiotico, ricco in Bifidobacterium, favorisce una corretta maturazione immunitaria e contribuisce alla riduzione del rischio atopico e metabolico nel lungo termine (Alsharairi, 2020). Fattori individuali quali la parità contribuiscono ulteriormente alla variabilità del rimodellamento microbico materno, rafforzando la necessità di approcci preconcezionali personalizzati (Berry et al., 2021).
CONCLUSIONI
La gestione del microbiota nel percorso riproduttivo richiede un approccio integrato, personalizzato e precoce. I probiotici non rappresentano interventi isolati, ma strumenti da inserire in un contesto nutrizionale adeguato e funzionale. Sebbene siano necessari ulteriori studi longitudinali e interventistici, le evidenze attuali supportano l’integrazione della valutazione e della modulazione del microbiota nella pratica clinica preconcezionale come strategia di medicina preventiva materno-infantile (Koren et al., 2012; Barrientos et al., 2024; Biagioli et al., 2025).
Di
Dott.ssa Rosa Curci, nutrizionista / Dott.ssa Angela Lauletta, specialista in ginecologia e ostetricia / Dott.ssa Carmela Roselli, tecnico di laboratorio
Referenze
Alsharairi Naser A., "The infant gut microbiota and risk of asthma: the effect of maternal nutrition during pregnancy and lactation", in Microorganisms, vol. 8, n. 8, 2020, pp. 1119. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32722458/
Alsharairi Naser, Li Li, "Gut microbiota, inflammation, and probiotic supplementation in fetal growth restriction: a comprehensive review of human and animal studies", in Life, vol. 13, n. 12, 2023, pp. 2239.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38137841/
Barnea Eytan R., Nazareth Amanda, Purandare Chaitanya N., et al., "Optimizing maternal microbiome: role in improved conception and pregnancy outcome", in Reproductive Medicine and Biology, vol. 25, n. 1, 2026, pp. e70014. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41531549/
Biagioli Valentina, Marini Francesca, Rinaldi Alessandra, et al., "Microbiome and pregnancy dysbiosis: A narrative review on offspring health", in Nutrients, vol. 17, n. 6, 2025, pp. 1033–1049. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40292452/
Chen Yu-Ching, Chiang Yu-Fen, Huang Kuo-Chin, et al., "The vaginal microbiome: associations with vaginal pH, menopause and metabolic parameters", in Microorganisms, vol. 13, n. 6, 2025, pp. 1317. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40572205/
Koren Omry, Goodrich Julia K., Cullender Tyler C., Spor Aymé, Laitinen Kirsi, Kling Bäckhed Helene, Gonzalez Antonio, Werner Jeffrey J., Angenent Largus T., Knight Rob, Bäckhed Fredrik, Isolauri Erika, Salminen Seppo, Ley Ruth E., “Host remodeling of the gut microbiome and metabolic changes during pregnancy”, in Cell, vol. 150, n. 3, 2012, pp. 470–480. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22863002/
Barrientos Gonzalo, Ronchi Federica, Conrad Maren L.,“Nutrition during pregnancy: influence on the gut microbiome and fetal development”, in American Journal of Reproductive Immunology, vol. 91, n. 1, 2024, pp. e13802. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38282608/
Berry Alison S. F., Pierdon Margaret K., Misic Ana M., Sullivan Meghan C., O’Brien Kelly, Chen Yiran, Murray Sean J., Ramharack Leah A., Baldassano Robert N., Parsons Todd D., Beiting Daniel P., “Remodeling of the maternal gut microbiome during pregnancy is shaped by parity”, in Microbiome, vol. 9, n. 1, 2021, pp. 146. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34176489/
Moreno Ignacio, Codoñer Francisco M., Vilella Francisca, "Evidence that the endometrial microbiota has an effect on implantation success or failure", in American Journal of Obstetrics and Gynecology, vol. 215, n. 6, 2016, pp. 684–703. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27717732/
Dalla presa in carico alle linee guida, tre orientamenti della Cassazione aiutano a capire dove si colloca oggi il rischio professionale.
Commenti