
Un’indagine nazionale evidenzia il legame tra variazioni ormonali e salute psicologica: per molte donne il disagio viene ancora minimizzato.
Il benessere psichico femminile è strettamente connesso alle fasi biologiche della vita. Irregolarità mestruali, terapie che incidono sull’assetto ormonale, perimenopausa e menopausa possono influire in modo significativo sull’equilibrio emotivo, aumentando pressione e senso di sopraffazione.
È quanto emerge da una survey promossa da Unobravo, Società Benefit attiva nella psicologia online, realizzata con Dynata su un campione di 1.001 donne tra i 18 e i 60 anni.
Negli ultimi 30 giorni, oltre una donna su tre riferisce di essersi sentita spesso o molto spesso emotivamente sopraffatta. Le più giovani risultano particolarmente esposte: il 62% segnala livelli più elevati di vulnerabilità emotiva.
Ciclo irregolare e impatto psicologico
La dimensione biologica appare un fattore amplificante. Tra chi presenta un ciclo mestruale irregolare o assume farmaci con effetti ormonali, circa il 36% dichiara difficoltà nella gestione quotidiana delle emozioni, rispetto al 27,1% della popolazione femminile generale.
Dolore, stanchezza e cambiamenti fisici incidono in modo marcato: il 47,3% delle intervistate afferma che questi elementi influenzano significativamente il proprio benessere mentale; la quota sale al 55,9% tra le donne con ciclo irregolare.
Anche il sonno risente delle fluttuazioni ormonali: oltre la metà (54,2%) delle donne con ciclo non regolare riporta una qualità del riposo scadente, contro il 38,7% di chi ha un ciclo stabile.
Inoltre, se più del 40% del campione complessivo percepisce il proprio equilibrio psicologico come variabile nel tempo, la percentuale raggiunge il 52% tra chi convive con irregolarità mestruali.
Menopausa, lavoro e mancanza di supporto
Durante perimenopausa e menopausa cresce la percezione di incomprensione: circa il 40% delle donne in questa fase ritiene che chi le circonda non colga pienamente l’impatto emotivo del cambiamento, mentre quasi una su due non si sente adeguatamente sostenuta nei momenti critici.
Sul fronte professionale, il 42% delle lavoratrici che hanno sperimentato sopraffazione emotiva indica il lavoro come fattore contribuitivo; quasi il 70% segnala l’assenza di iniziative aziendali strutturate a supporto della salute mentale.
Tra normalizzazione e nuova consapevolezza
Tre donne su quattro percepiscono che il proprio disagio venga spesso interpretato come una conseguenza “naturale” della fase di vita, con il rischio di ritardare una presa in carico anche psicologica. Parallelamente, il 37% ammette di soffrire il confronto con modelli sociali idealizzati, percentuale che supera il 50% tra le 18-24enni.
Nonostante le criticità, emerge un segnale positivo: il 51% delle italiane considera oggi la salute mentale una priorità. Un dato che suggerisce una crescente consapevolezza dell’intreccio tra dimensione biologica ed equilibrio emotivo, lungo tutto l’arco della vita.
L’Osservatorio Comunicazione Medico Scientifica (OCMS) promuove la decima edizione del premio “Le Eccellenze dell’Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente”, che mira al riconoscimento della qualità dei progetti di informazione scientific
Riforma delle professioni sanitarie: ANMVI chiede di inserire la specificità veterinaria nella delega al Governo. In gioco il modello One Health e la coerenza della governance sanitaria.
Commenti