
Un comune farmaco usato per alleviare i disturbi dell'iperplasia prostatica benigna può aumentare il rischio di diabete, colesterolo alto, fegato grasso e disfunzione erettile. A puntare l'attenzione sugli effetti collaterali del Dutsteride è uno studio apparso sulla rivista Hormones Molecular Biology and Clinical Investigations. Invecchiando, la prostata si allarga e questo spesso comporta flusso urinario ridotto, con la necessità di dover urinare spesso. Alcuni farmaci vengono utilizzati per migliorare i sintomi. Questo studio retrospettivo, condotto da ricercatori della Boston University School of Medicine di (BUSM), ha incluso un gruppo di uomini con iperplasia prostatica benigna cui è stato prescritto un farmaco a base di Dutsteride e un secondo gruppo con un farmaco a base di Tamsulosin.
Entrambi i gruppi sono stati seguiti per 36-42 mesi durante i quali sono stati misurati i livelli di glucosio nel sangue, emoglobina A1C, colesterolo LDL (colesterolo cattivo), enzimi del fegato. I partecipanti hanno inoltre completato questionari per valutare la qualità della vita e la loro attività sessuale. I dati suggeriscono che Dutsteride può avere gravi effetti collaterali negativi, "in quanto aumenta lo zucchero e l'emoglobina glicata nel sangue, predisponendo al diabete, e aumenta anche i lipidi nel sangue, predisponendo a fegato grasso e peggiorando la funzione sessuale", spiega uno degli autori, Abdulmaged Traish, professore di urologia. "Al fine di ridurre l'impatto negativo - aggiunge - i medici dovrebbero discutere con i loro pazienti i potenziali effetti collaterali prima di prescrivere il farmaco".
fonte: ansa

Egualia chiede di distinguere il payback tra farmaci protetti da esclusiva e fuori brevetto e di anticipare al 2027 l'aumento del tetto per gli acquisti diretti.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.