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Scoperto sensore energetico delle cellule: il target sarà il diabete

Permette alle cellule di bruciare grassi se il glucosio scarseggia
Diabetologia

Un nuovo 'sensore' energetico presente nelle nostre cellule potrebbe cambiare la comprensione di come il corpo monitora i livelli di glucosio, ovvero il combustibile principale 'bruciato' per sostenere la vita. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature e potrebbe avere implicazioni particolari per il diabete.    Lo studio si è concentrato sull'attività dell'enzima AMPK, identificato negli anni '90 come un fattore chiave nella produzione di energia nei nostri corpi: si accende quando nelle cellule i livelli di glucosio diminuiscono, ad esempio durante l'esercizio fisico, e stimola processi che permettono al corpo di iniziare a bruciare altri combustibili, come i grassi, per produrre energia.

Ora però è stato fatto un nuovo passo avanti nella comprensione di come questo accade. Era già stato dimostrato che le cellule affamate di glucosio attivano l'AMPK, ma si riteneva che ciò avvenisse attraverso la capacità di questo enzima di percepire i cambiamenti nello stato energetico della cellula.

"Sull'attivazione di questo 'interruttore' si basa la terapia con la metformina, il farmaco più diffuso nel trattamento del diabete di tipo 2", sottolinea Giorgio Sesti, presidente Società Italiana di Diabetologia (Sid). Ora, ricercatori della School of Life Sciences at the University of Dundee, in Scozia, e dell'Università di Xiamen, in Cina, hanno mostrato, invece, che le cellule possono avvertire la quantità di glucosio disponibile da un meccanismo diverso: l'AMPK viene infatti a sua volta attivato dall'enzima aldolasi, che si trova in strutture intracellullari chiamate lisosomi. Grazie a questo processo, quando il glucosio diventa scarso, le cellule possano ottenere energia da 'combustibili alternativi'. "Dato il ruolo del glucosio nel diabete - conclude Sesti - la scoperta potrebbe avere un peso nella comprensione e nella cura della malattia. Il meccanismo scoperto può essere infatti utilizzato per produrre farmaci che attivino questi processi metabolici".

pubblicità

fonte: ansa

Diabetologia
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