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Visite fiscali, anche più di una nello stesso giorno

Previdenza Redazione DottNet | 31/08/2017 20:07

E' una delle principali novità del Polo unico che da oggi va a regime

Da oggi entra in azione il nuovo Polo della medicina fiscale, di cui abbiamo pubblicato numerosi articoli nei giorni scorsi. Un provvedimento che nelle sue maglie nasconde anche novità di un certo rilievo. Come ad esempio la visita che potrà essere inviata anche due volte nella stessa giornata. Il controllo, giova ricordarlo, può essere richiesto dall’azienda (per i dipendenti privati) o dall’amministrazione (per quelli pubblici), ma ora può essere disposto in via autonoma anche dall’Inps stesso – come riporta Laleggeper tutti.it -,  senza bisogno di sollecitazioni del datore (tale possibilità, in passato, valeva solo per i dipendenti privati e non per quelli pubblici).

Inoltre, finora il lavoratore poteva ricevere una sola visita al giorno. Il legislatore però, al fine di contrastare quegli episodi in cui il dipendente, ricevuta la visita fiscale, usciva subito dopo di casa per svolgere a volte un secondo lavoro, ha voluto riservare la possibilità all’Inps di eseguire anche due visite fiscali nell’arco della stessa giornata.

A sua volta il datore può far eseguire anche due verifiche in tre giorni sempre che, come ha affermato la Cassazione, le visite reiterate non siano disposte per molestare o danneggiare il lavoratore (con stato di malattia chiaramente accertato).Le visite fiscali si accentueranno inoltre nei weekend e a ridosso dei giorni di ponte dal lavoro in cui solitamente si moltiplicano le malattie.Con riferimento alla possibilità, per il lavoratore malato, di ricevere più visite fiscali nell’arco della medesima malattia (e, quindi, di rispettare le fasce di reperibilità anche nei giorni successivi a quello della visita domiciliare già avvenuta) per permettere ulteriori accertamenti, si scontrano due interpretazioni opposte.

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Secondo un primo orientamento il lavoratore deve sempre rendersi reperibile nelle fasce orarie, anche quando il controllo medico è già avvenuto; il datore di lavoro può infatti chiedere più visite fiscali nell’arco della medesima malattia a condizione che ciò non sia rivolto a molestare o danneggiare il lavoratore senza un valido motivo. Una seconda linea interpretativa, più favorevole al lavoratore, sostiene che la visita fiscale, risolvendosi in una limitazione della libertà di movimento del malato per via degli orari di reperibilità, non impone al lavoratore di rimanere a casa una volta che il medico di controllo ha accertato la malattia. L’estensione di una tale limitazione, anzi, potrebbe incidere negativamente sulla guarigione, specie nel caso di patologie la cui cura può richiedere l’allontanamento dal luogo abituale di residenza per località più consone alle condizioni del lavoratore ammalato.

A riguardo la Cassazione ha riconosciuto al dipendente il diritto al risarcimento del danno nei confronti dell’azienda che abbia richiesto continue visite domiciliari, ignorando sistematicamente i risultati dei precedenti controlli che confermavano la persistenza della malattia. In tale ipotesi si è ravvisato un intento persecutorio nel comportamento del datore di lavoro tale da causare addirittura un aggravamento della malattia del dipendente

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