
Farmaci già esistenti, utilizzati per la cura dei tumori ma che non si sono rivelati molto utili, potrebbero aprire nuove speranze per le donne rese infertili proprio dalle cure anti-cancro. Il target è una proteina denominata Chk2, che si attiva quando gli ovociti sono danneggiati dalle radiazioni e che ha la funzione di eliminare le cellule uovo il cui Dna risulta danneggiato. Uno studio ha dimostrato che nei topi è possibile inibire questa proteina chimicamente, cioè con un farmaco, in modo che gli ovociti rimangano fertili. A guidarlo gli studiosi della Cornell University e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Genetics.
"Risulta che ci sono stati farmaci preesistenti inibitori della Chk2 che sono stati sviluppati, ironicamente, per il trattamento del cancro, ma che sono risultati non essere molto utili", spiega John Schimenti, autore senior dello studio.
fonte: ansa




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