
Convegno allergologi, rischio shock anafilattico con la buccia della pesca
E' comunemente definita l'allergia alla pesca, ma dietro a quella che si configura come la principale causa di allergia alimentare primaria negli adulti dei paesi del Mediterraneo, con una prevalenza del 9.5% nel Sud Italia, si nasconde una famiglia di proteine con caratteristiche particolari: le nsLTP (non specific Lipid Transfer Protein). "E' proprio la struttura di questa proteina - spiega Riccardo Asero, presidente eletto dell'Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale Ospedalieri, a Palermo, per il congresso nazionale dei medici specialisti - a renderla un allergene in grado di causare reazioni allergiche severe, fino all'anafilassi.
La sua pericolosità è che oltre che nella buccia della pesca, dove è prevalente, si può trovare in diversi altri alimenti, anche botanicamente non correlati tra loro, al punto da potere essere considerata a pieno titolo un panallergene". Le nsLTP (Proteine di trasporto dei lipidi) sono proteine contenute in molti alimenti vegetali, soprattutto nella buccia di pesche, mele, albicocche, ciliegie, prugne, pere, ma anche noci, nocciole, arachidi, riso mais e in molti altri alimenti.
Attualmente non esistono cure per questo tipo di allergia alimentare. La soluzione, molto empirica, è l'eliminazione dalla dieta gli alimenti che determinano la reazione allergica. "L'Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale Ospedalieri - spiega Antonino Musarra, presidente dell'Aaito - ha avvertito la necessità di sopperire ad un vuoto legato alla assenza di linee guida internazionali e nazionali sull'argomento stilando un documento che, pur non rappresentando una linea guida in senso stretto a causa della totale assenza in letteratura di studi controllati sull'argomento, ha come obiettivo quello di suggerire delle linee di indirizzo clinico basandosi su un consenso di esperti".
Il gruppo britannico rafforza la pipeline in immunologia e allergologia con l’acquisizione della biotech californiana. Al centro dell’operazione il programma ozureprubart.
Invece dell'iniezione: allergologi, tanti vantaggi per pazienti
Patella: "L’elemento chiave che entra in gioco è il microbiota intestinale che detta il nostro destino clinico decidendo se e quando, cambia l’espressione dei geni che predispongono a malattie come quelle allergiche"
Il sistema ecografico di ultima generazione, compatto e basato sull’AI, permette di ottimizzare i tempi e aumentare l’accuratezza degli esami in ambito ginecologico e ostetrico
Le comunità microbiche che popolano l’intestino influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci. Una revisione internazionale evidenzia il potenziale della farmacomicrobiomica per rendere le terapie sempre più mirate e personalizzate.
Le società scientifiche portano ad Agenas e al Ministero della Salute un dossier: il 60% dei pazienti ha un'intensità di cura medio alta, ma i decreti li classificano ancora come "a bassa complessità"
Un editoriale su The Lancet riporta al centro le patologie del fegato. Giannini (SIGE): “Serve un cambio di strategia nelle politiche sanitarie”
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
Commenti