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Una proteina responsabile delle allergie alimentari

Medicina Interna Redazione DottNet | 11/10/2017 15:10

Convegno allergologi, rischio shock anafilattico con la buccia della pesca

E' comunemente definita l'allergia alla pesca, ma dietro a quella che si configura come la principale causa di allergia alimentare primaria negli adulti dei paesi del Mediterraneo, con una prevalenza del 9.5% nel Sud Italia, si nasconde una famiglia di proteine con caratteristiche particolari: le nsLTP (non specific Lipid Transfer Protein). "E' proprio la struttura di questa proteina - spiega Riccardo Asero, presidente eletto dell'Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale Ospedalieri, a Palermo, per il congresso nazionale dei medici specialisti - a renderla un allergene in grado di causare reazioni allergiche severe, fino all'anafilassi.

La sua pericolosità è che oltre che nella buccia della pesca, dove è prevalente, si può trovare in diversi altri alimenti, anche botanicamente non correlati tra loro, al punto da potere essere considerata a pieno titolo un panallergene". Le nsLTP (Proteine di trasporto dei lipidi) sono proteine contenute in molti alimenti vegetali, soprattutto nella buccia di pesche, mele, albicocche, ciliegie, prugne, pere, ma anche noci, nocciole, arachidi, riso mais e in molti altri alimenti.

    Sono la causa più frequente di allergia alimentare primaria in Italia e nei paesi mediterranei e possono causare reazioni allergiche molto gravi, fino all'anafilassi che può essere causa di morte; nei casi più gravi si parla di shock anafilattico..    Le allergie alimentari sono un reazione avversa all'esposizione a un determinato alimento, per contatto o ingestione, che attiva la risposta del sistema immunitario. In molti casi, questo tipo di allergia è conseguente alla cross-reattività tra alcuni allergeni pollinici e proteine presenti negli alimenti vegetali. In altri casi l'allergia alimentare è primaria, fra queste, al primo posto spiccano quelle da alimenti vegetali 72% (frutta, frutta secca, legumi), seguite da crostacei (13%), pesce (4%), uova e latte (3 % ciascuno), cereali (2%), carne (1%).

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Attualmente non esistono cure per questo tipo di allergia alimentare. La soluzione, molto empirica, è l'eliminazione dalla dieta gli alimenti che determinano la reazione allergica. "L'Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriale Ospedalieri - spiega Antonino Musarra, presidente dell'Aaito - ha avvertito la necessità di sopperire ad un vuoto legato alla assenza di linee guida internazionali e nazionali sull'argomento stilando un documento che, pur non rappresentando una linea guida in senso stretto a causa della totale assenza in letteratura di studi controllati sull'argomento, ha come obiettivo quello di suggerire delle linee di indirizzo clinico basandosi su un consenso di esperti".

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