Canali Minisiti ECM

La medicina del futuro tra organi avatar e gemelli digitali

Oncologia Redazione DottNet | 12/10/2017 20:42

Grazie ai Big Data, verso cure 'su misura' e più efficaci

Il corpo umano trasformato in una rete di connessioni digitali come Facebook, gli organi riprodotti in laboratorio come avatar, persone sconosciute che diventano 'gemelli digitali' per curare le malattie con terapie sempre più efficaci e su misura. Sono questi gli scenari fantascientifici che si intravedono nel futuro della medicina secondo Giuseppe Testa, direttore del laboratorio di epigenetica delle cellule staminali all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano.

"Ormai è possibile digitalizzare il vivente", spiega l'esperto in occasione della premiazione dei bandi 'Fellowship Program', 'Community Award' e 'Digital Health Program', promossi da Gilead Italia per sostenere la ricerca e le associazioni di pazienti nell'ambito delle malattie infettive e oncoematologiche.

"Digitalizzare il vivente significa che le nostre funzioni biologiche, ma anche le caratteristiche fisiche dei nostri organi e tessuti, sia sani che malati, possono essere tradotti nel linguaggio dei computer, diventando una stringa, una sequenza di lettere computabile, archiviabile, calcolabile e comparabile. Non è un caso che il grande progetto di ricerca internazionale Human Cell Atlas, appena nato per creare un atlante delle differenze genetiche che distinguono le cellule del corpo, sia stato definito come il Facebook delle cellule umane".

pubblicità

La conoscenza profonda dei meccanismi molecolari è arrivata a tal punto "che è ormai possibile estrarre il corpo dal corpo, creando degli avatar degli organi, ovvero degli organoidi prodotti partendo dalle cellule del paziente stesso, su cui poi studiare meccanismi di malattia e farmaci", sottolinea Testa. Una simile profilatura in HD degli individui, fatta su larga scala grazie alle nuove tecniche di elaborazione delle grandi moli di dati (Big Data), "potrà portare a riconoscere e a studiare i gemelli digitali, ovvero persone fisiche differenti e sconosciute, che condividono però caratteristiche biologiche come una mutazione genetica o la risposta ad un farmaco".

Commenti

I Correlati

Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni

Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia

In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.

Progetto Re-Start di IncontraDonna: spettacolo a Roma con pazienti oncologici e caregiver per condividere arte e resilienza.

Ti potrebbero interessare

Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia

Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti

Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica

I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib

Ultime News

Più letti