
E' lo stesso che controlla il rilascio dell'ormone della crescita
L'ormone ipotalamico, che controlla il rilascio dell'ormone della crescita, è in grado di migliorare la funzione cardiaca e di attenuare l'ipertrofia cardiaca patologica, ossia l'aumento della massa del cuore, conseguente a stimoli come l'ipertensione arteriosa, le malattie delle valvole cardiache, la cardiopatia ischemica, oltre a fattori neuroumorali e genetici. Lo ha scoperto una ricerca dell'Università di Torino. Il lavoro è stato realizzato dal gruppo di ricerca coordinato della professoressa Riccarda Granata, presso la Divisione di Endocrinologia e Metabolismo diretta dal Professor Ezio Ghigo, del Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Torino.
Realizzato in collaborazione con altri ricercatori, tra cui il professor Andrew V. Schally, vincitore nel '77 del Nobel per la Fisiologia e la Medicina, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). A lungo termine, l'ipertrofia cardiaca patologica, a differenza di quella fisiologica che è un meccanismo di compensazione positiva riscontrabile ad esempio negli atleti, può determinare aritmie ventricolari, con aumento del rischio di morte improvvisa ed è alla base dello scompenso cardiaco
fonte: ansa
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
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