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Obesità infantile, una sfida continua!

L’OMS e l’American Academy of Pediatrics consigliano un’integrazione pediatria – ostetricia.
Pediatria

L’obesità è causata da un’interazione di fattori genetici, socio-economici ed ambientali. Secondo gli ultimi studi epigenetici, persino alcune condizioni in gravidanza sono poi collegate a successivi problemi relativi a dieta e fisicità nei bambini. Tra queste condizioni ci sono: - l’esposizione a distruttori endocrini, - l’uso massivo di antibiotici, - problemi con l’allattamento al seno, - disturbi del sonno, - alterazioni del microbiota intestinale.

Partendo da questi studi, la Commissione “Obesità Infantile” dell'OMS e l'American Academy of Pediatrics, hanno entrambi sostenuto una collaborazione tra ostetricia e pediatria, al fine di incrementare le cure prenatali per la prevenzione dell’obesità e di altre condizioni croniche in età infantile. La sinapasi ostetricia-pediatria permette di trovare soluzioni in continuità dalla gravidanza, all’allattamento, all’infanzia, fino all’adolescenza. Gli sforzi della sanità pubblica devono anche tener conto delle ripercussioni dell’obesità sulla vita dei bambini e degli adolescenti, in termine di benessere emotivo e di disagio. L’obesità produce i suoi effetti negativi a livello di autostima e sull’immagine che i bambini hanno di loro stessi, inducendoli spesso a passare molte ore davanti alla tv, a non voler partecipare ad attività con i coetanei, con conseguente emarginazione. Come ogni patologia comporta degli effetti negativi più o meno gravi non solo sulle condizioni di vita di chi ne soffre, ma anche su quella dei familiari e, indirettamente, sulla collettività.

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“L'obesità infantile è una sfida continua”, suggerisce lo studio di Zylke e Bauchner, 2016, “per ridurre il numero di pazienti che soffrono di obesità infantile è necessario mandare messaggi univoci alla comunità e agli esperti del settore, facendo formazione in tema nutrizione a tutte le figure sanitarie. Studi recenti mostrano in calo, il numero di pazienti 0-5 anni, in stato sovrappeso, evidenziando segni di progresso dopo un’intensa attività di prevenzione tra i bambini molto piccoli (al di sotto dei 5 anni). Al contrario, le analisi 1999 – 2014 dei dati nazionali della National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), mostrano una maggiore prevalenza dell'obesità tra i bambini più grandi e gli adolescenti. Inoltre, lo stato di sovrappeso spesso persiste anche durante l’età adulta. Questi miglioramenti riguardo ai tentativi per frenare l'obesità osservati nell’età infantile sollevano una domanda critica: siamo nella direzione giusta?

Riferimenti:

 Zylke, J.W., Bauchner, H., 2016. The unrelenting challenge of obesity. JAMA 315 (21):2277–2278

Preventive Medicine Reports. 2017. Invisible seams: Preventing childhood obesity through an improved obstetrics-pediatrics care continuum 5:1-3

Pediatria
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