
In entrambi i casi si tratta di prescrizioni a pazienti ignari
Truffe alle Asl tra Campania e Lazio. In deciso aumento le frodi organizzate da medici e farmacisti ai danni del Servizio Sanitario pubblico. Il primo caso nel Napoletano dove un medico di medicina generale convenzionato con l'Azienda sanitaria locale Napoli 3 Sud, tre farmacisti titolari di farmacie tra Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano sono stati interdetti per un anno dalla professione e beni per circa 100mila euro sequestrati. É il bilancio di una indagine condotta dai carabinieri del Nas di Napoli e coordinata dalla Procura di Nola su una truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale.
Secondo l'ipotesi investigativa sono stati prescritti migliaia di confezioni di farmaci a pazienti che sono risultati del tutto ignari di quanto accadeva.
Da Napoli a Latina: con la complicità di un medico di base si sarebbero appropriati di ricettari medici autentici e avrebbero effettuato impegnative a carico di ignari anziani pazienti, inserendo il codice di esenzione degli invalidi di guerra, per poi acquistare gratuitamente farmaci da rivendere nel mercato nero. Mai i responsabili sono stati scoperti dalla guardia di finanza del Comando Provinciale Latina, nell'ambito di un'attività di polizia giudiziaria diretta dalla locale procura.
Sette gli arresti, di cui 4 in carcere e 3 ai domiciliari, per truffa ai dani del SSN, corruzione e falso. I responsabili avrebbero acquisito gratuitamente, in svariate farmacie di Roma e delle province di Latina e Frosinone, farmaci appartenenti alla fascia "C" - tra cui, in particolare, noti preparati medici efficaci nella cura della disfunzione erettile (Viagra, Cialis, Levitra) che venivano immediatamente rivenduti sul mercato nero a prezzi dimezzati.
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