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Lauree magistrali infermieristiche, il confronto sulle competenze si fa esplicito

Schillaci annuncia il via libera definitivo. FNOMCeO chiede modifiche sul nodo prescrittivo, Nursing Up replica.
Professione

Il confronto sulle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico per gli infermieri entra nel vivo. Dopo il via libera definitivo annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, le posizioni delle diverse professioni si sono fatte più nette, soprattutto sul tema dell’atto prescrittivo.

Il Governo: "Ridiamo attrattività alla professione"

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"C’è il via libera definitivo al nuovo percorso formativo per gli infermieri per ridare attrattività alla professione e superare il clima di disaffezione verso la sanità pubblica", ha dichiarato Schillaci intervenendo al Consiglio nazionale della Fnopi.

Il decreto introduce lauree magistrali specialistiche a indirizzo clinico. "Andiamo incontro alle legittime richieste dei giovani che vogliono prospettive di carriera, competenze specifiche e puntiamo a invertire un trend che per anni ha visto l’Italia formare i migliori infermieri per poi vederli emigrare all’estero", ha aggiunto il ministro.

Secondo Schillaci, l’intervento incide anche sulla qualità del sistema assistenziale: "Contare su un personale infermieristico adeguatamente formato significa garantire cure più rispondenti ai bisogni dei pazienti. Vuol dire rafforzare l’assistenza territoriale, le cure pediatriche e quelle neonatali".

FNOMCeO: chiarire il perimetro dell’atto prescrittivo

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici ha chiesto una modifica della formulazione relativa alla possibilità di prescrivere trattamenti assistenziali, presidi e tecnologie, ritenendo necessario chiarire il rapporto con l’esclusività della diagnosi medica e con la responsabilità clinica.

Nella mozione approvata, la FNOMCeO evidenzia il rischio che la previsione possa incidere sul perimetro delle competenze proprie della professione medica, sollecitando un intervento di precisazione normativa.

Il tema, per la Federazione, non riguarda l’evoluzione della formazione infermieristica in sé, ma la qualificazione giuridica dell’atto prescrittivo.

Nursing Up: "Non si può frenare l’evoluzione"

Di segno opposto la posizione del sindacato Nursing Up.

"Non si può frenare l’evoluzione della professione infermieristica", ha dichiarato il presidente Antonio De Palma, sottolineando che "l’introduzione delle lauree magistrali a indirizzo clinico si inserisce in un percorso evolutivo".

Secondo De Palma, la disposizione contestata "disciplina esclusivamente il rapporto tra strumenti tecnologici e responsabilità clinica", lasciando "impregiudicata la decisione, che è sempre rimessa agli esercenti la professione medica".

"Le contrapposizioni non rafforzano certo il sistema sanitario né tutelano i cittadini", ha aggiunto.

Un passaggio centrale nella riorganizzazione del Ssn

Il confronto tra Governo, ordini professionali e sindacati infermieristici si colloca in una fase di profonda riorganizzazione del sistema sanitario, tra carenza di personale, rafforzamento dell’assistenza territoriale e ridefinizione dei percorsi formativi.

La questione dell’atto prescrittivo diventa così uno dei punti più sensibili del riassetto in corso: da un lato la valorizzazione delle competenze avanzate, dall’altro la necessità di mantenere chiarezza nelle responsabilità cliniche.

Le dichiarazioni delle ultime ore mostrano che il tema, finora trattato come tecnico, è destinato a rimanere al centro del dibattito nelle prossime settimane.

Professione
Commenti
IA
Ilaria Appolloni
Il problema è che il medico ha abdicato al suo ruolo accettando linee guida e protocolli decisi da altri e imposti uguali a tutti i pazienti, ha smesso di esercitare l’arte medica. Adesso i protocolli già decisi da altri possono essere applicati da chiunque, basta saper leggere e scrivere , direi che non importa neanche essere infermiere.. anzi tra poco basterà un computer, grazie all’IA. ormai la medicina occidentale è morta. Ma Questa non è medicina… da tempo…
Rispondi
24/02/2026 22:13
3 Risposte
GG
Gianpaolo Maria Galli
Un altro mattone sottratto all’efficenza della sanità pubblica. Questi governanti stanno completando lo smantellamento della sanità pubblica iniziato negli anni ‘90 con la discesa in campo di Berlusconi. Un governo asservito alle regole imposte dalla politica neoliberista non potrà mai far ritornare la medicina pubblica ai livelli di eccellenza raggiunti fino all’inizio degli anni novanta quando gli Ospedali vennero trasformati in “aziende”…
Rispondi
24/02/2026 20:41
2 Risposte
MC
Michele Coletti
Il problema non sono le prescrizioni ma gli stipendi inadeguati. È inutile perdere tempo con promesse che non servono a nulla
Rispondi
24/02/2026 19:16
MC
Michele Casagrande
per rendere più attrattivo devi pagare uno stipendio adeguato a tutti, medici e infermieri. Abbiamo gli stipendi più bassi d'Europa. Le competenze mediche non sono le competenze infermieristiche che si limitino a quello per cui sono formati che ne hanno già da vendere di competenze. La ricerca di tappare buchi con toppe mal poste porta solo a rischi elevatissimi di errori clinici gravi. Come al solito provano a risparmiare sulle spalle dei cittadini fornendo servizi sempre più limitati.
Rispondi
24/02/2026 17:41
AB
Alberto Buffoli
adagio adagio vi è un'invasione di campo dell'area specificatamente medica; purtroppo non ci sono i paletti ferrei presenti in altre nazioni che differenziano la professione medica da quella infermieristica. In Italia l'ambizione è, spacciando per evoluzione, di avere un piccolo infermiere-medico mentre il problema vero, vedi altre nazioni, non è di formazione ma di stipendi nel Sistema Sanitario Nazionale
Rispondi
24/02/2026 14:58
1 Risposte

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