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Test psa, rivista in negativo l'efficacia dell'esame

Oncologia

E' il risultato deludente delle ricerche, una statunitense e una europea, pubblicate nell'edizione online del New England Journal of Medicine. Entrambe giungono alla conclusione che il test del Psa riduce la mortalità per cancro alla prostata fino al 20%, ma è associato a un eccesso di diagnosi e a trattamenti invasivi inutili. Il presidente della Società americana per la ricerca sul cancro, Otis Brawley, non ha esitato a definirli ''fra gli studi più importanti nella storia della salute maschile''. Tuttavia non è detto che prevenzione e diagnosi del tumore della prostata debbano ripartire da zero: per Andrea Lenzi, andrologo dell'università di Roma La Sapienza, ''il test del Psa è un indicatore valido''. E' probabile, osserva, che ''indagini di massa mettano in evidenza l'esistenza di sprechi, ma bisogna considerare che viviamo in una società avanzata che fa prevenzione''. Il test del Psa, insomma, è utile quanto il Pap test per la diagnosi del tumore del collo dell'utero ed è oggi ''l'unica possibilità di analisi non invasiva''. Ma è anche vero, aggiunge che ''da solo il valore elevato del Psa non dice molto: servono altri esami e controlli successivi'' prima di qualsiasi intervento radicale. A imporre la necessità di questi primi studi su larga scala è stata la grande disparità di opinioni sull'effettiva utilità del test, che per quasi vent'anni è stata discussa dalle società scientifiche di tutto il mondo: non c'è mai stata, finora, unanimità di vedute su quando, a che età e con quale periodicità sottoporsi al test, nè sui livelli soglia ai quali far scattare il campanello d'allarme.

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- LO STUDIO USA: è stato condotto nell'ambito del Plco (Prostate, lung, colorectal and ovarian) fra il 1993 e il 2001 in dieci centri e su circa 76.700 uomini. I dati mostrano che ''lo screening non è associato ad una riduzione della mortalità dovuta al cancro della prostata'' e non rilevano benefici per il 67% degli uomini seguiti per dieci anni. In pratica il numero di morti non è molto diverso fra chi ha fatto il test e chi non lo ha fatto. Lo studio considera quindi il test non indicato per gli uomini di oltre 75 anni.
- LO STUDIO EUROPEO: l'Erspc (European randomized study of screening for prostate cancer) è stato condotto su 182.000 uomini (di età compresa fra 50 e 74 anni). I risultati, ancora preliminari, indicano che il test del Psa risulta associato a una riduzione delle morti per tumore della prostata pari al 20% per gli uomini fra 55 e 69 anni, unico gruppo per il quale sono indicati dei benefici. Si segnala poi il problema dell'eccesso di diagnosi, che riguarda il 50% degli uomini che hanno fatto regolarmente il test.
 

Oncologia
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