
Chi ne soffre è esposto per più anni al rischio di mini ictus
Le persone di 50 anni la cui pressione sanguigna è più alta del normale, pur se ancora al di sotto della soglia limite per il trattamento della malattia, hanno un rischio maggiore del 45% di sviluppare demenza. La conferma arriva da uno studio condotto presso l'Istituto Nazionale Francese di Ricerca Sanitaria e Medica a Parigi (Inserm). Pubblicate sullo European Heart Journal, queste ultime scoperte fanno parte del lungo studio Whitehall II sui dipendenti pubblici. Tra le 8.639 persone analizzate, 385 hanno sviluppato demenza entro il 2017, ad un'età media di 75 anni. Coloro che avevano avuto una pressione arteriosa sistolica (o 'massima') di 130 mmHg o più alta all'età di 50 anni avevano un rischio maggiore del 45% di sviluppare demenza rispetto a quelli con una pressione sistolica più bassa alla stessa età.
Possibili ragioni includono il fatto che l'ipertensione è legata a silenziosi mini-ictus, che pur senza sintomi evidenti creano danni alla sostanza bianca nel cervello e possono essere all'origine del declino dei processi cerebrali.
fonte: European Heart Journal
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
L’impatto epidemiologico resta elevato nonostante i progressi terapeutici e preventivi.
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Commenti