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Con una leggera ipertensione a 50 anni +45% rischio demenza

Chi ne soffre è esposto per più anni al rischio di mini ictus
Cardiologia

Le persone di 50 anni la cui pressione sanguigna è più alta del normale, pur se ancora al di sotto della soglia limite per il trattamento della malattia, hanno un rischio maggiore del 45% di sviluppare demenza. La conferma arriva da uno studio condotto presso l'Istituto Nazionale Francese di Ricerca Sanitaria e Medica a Parigi (Inserm).   Pubblicate sullo European Heart Journal, queste ultime scoperte fanno parte del lungo studio Whitehall II sui dipendenti pubblici. Tra le 8.639 persone analizzate, 385 hanno sviluppato demenza entro il 2017, ad un'età media di 75 anni.   Coloro che avevano avuto una pressione arteriosa sistolica (o 'massima') di 130 mmHg o più alta all'età di 50 anni avevano un rischio maggiore del 45% di sviluppare demenza rispetto a quelli con una pressione sistolica più bassa alla stessa età.

Possibili ragioni includono il fatto che l'ipertensione è legata a silenziosi mini-ictus, che pur senza sintomi evidenti creano danni alla sostanza bianca nel cervello e possono essere all'origine del declino dei processi cerebrali. L'associazione non è stata osservata all'età di 60 e 70 anni e questo, ritengono gli studiosi, è dovuto probabilmente al fatto che chi ha pressione sanguigna elevata all'età di 50 anni è "esposto" al rischio più a lungo di chi inizia a soffrirne più avanti nella vita. Il legame tra ipertensione e demenza è stato osservato anche nelle persone che non avevano malattie cardiovascolari durante il periodo di follow-up durato 18 anni e durante i quali le misurazioni della pressione arteriosa sulle stesse persone sono state ripetute più volte. Valori pressori di massima intorno ai 120 mmHg sono da considerarsi ottimali, mentre attualmente l'ipertensione viene considerata tale, e quindi trattata con farmaci, quando i valori superano i 140. 

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fonte: European Heart Journal

Cardiologia
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