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Novecento posti in più per Medicina e Odontoiatria: test 4 settembre

Dal 2 al 24 luglio le iscrizioni sul portale www.universitaly.it
Professione

Novecento posti in più per Medicina e Odontoiatria, il corso di laurea più ambito con 67mila richieste nel 2017. I test d’ingresso sono previsti da settembre quando si svolgeranno - secondo un preciso calendario - i temuti 60 quiz a cui gli studenti dovranno rispondere in 100 minuti. Nel dettaglio sono programmati  9.779 posti per Medicina (erano 9.100 lo scorso anno), 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017), 759 per Veterinaria (erano 655 lo scorso anno). Le iscrizioni online per i corsi di laurea e laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria e Architettura saranno attive dal 2 al 24 luglio sul portale www.universitaly.it. Il calendario delle prove per i corsi ad accesso programmato a livello nazionale è già stato fissato lo scorso febbraio. Queste le date: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, 4 settembre; Medicina Veterinaria. Professioni sanitarie, 12 settembre; Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese, 13 settembre; Scienze della formazione primaria, 14 settembre; Professioni sanitarie (laurea magistrale), 26 ottobre.

Intanto il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) ha appena approvato il rapporto sulla condizione studentesca per il suo mandato 2016-2019. Un report, quello stilato dall’organo ufficiale che rappresenta gli studenti, che affronta temi come il diritto allo studio, la didattica, l'internazionalizzazione e il mondo del lavoro. Tra i tanti numeri messi in fila anche un dato che registra un fenomeno: quello dell'avanzata dei corsi a numero chiuso decisi dagli atenei in totale autonomia, a differenza di quelli ad accesso programmato (come Medicina) che sono “chiusi” per legge (la 264/1999). Corsi a numero chiuso che sono passati dai 919 del 2013 ai 972 del 2017. In pratica ormai un corso su 5 è a numero chiuso (il 21,9% dei 4441 totali). Ma se si aggiungono anche i 720 ad accesso programmato a livello nazionale (il 16,2%), quelli totalmente liberi sono il 61,9 per cento. Mentre per quattro su dieci c’è bisogno di superare un test d’ingresso.

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«Molti atenei infatti - avverte il report degli studenti - hanno potuto applicare un test di ammissione in totale autonomia con l'obiettivo di accogliere un numero “congruo” di studenti relativamente alle strutture e alle risorse a disposizione». Una scelta che a volte non è stata sufficientemente giustificata dalle università, tanto che non sono mancati i ricorsi al Tar degli studenti. Come nel caso della Statale di Milano che l’anno scorso ha provato a inserire il numero chiuso per le lauree umanistiche. Una decisione che i giudici amministrativi hanno bocciato perché eccessiva (per queste lauree non ci sono a esempio esigenze particolari di laboratori o di un numero ristretto docenti-studenti) e su cui il rettore della Statale ha deciso di fare retromarcia. E proprio i test d’ingresso sono finiti nel mirino del Governo “giallo-verde”. Come conferma il contratto di governo quando, alla voce università, annuncia «la revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato». Come? «Attraverso l'adozione di un modello che assicuri procedure idonee a verificare le effettive attitudini degli studenti e la possibilità di una corretta valutazione».

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