Rivolta dei medici contro lo spot sul risarcimento danni

Professione | Redazione DottNet | 28/12/2018 14:50

Appello al ministro Grillo affinché venga ritirato il filmato. La petizione ha raccolto 4mila adesioni

 Una petizione online "per chiedere al ministro della Salute, Giulia Grillo, di sollecitare l' adozione di strumenti di controllo preventivo al fine di evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Servizio sanitario nazionale che, nonostante tutte le difficoltà, assicura elevati livelli certificati di tutela della salute e di assistenza ai cittadini". L' iniziativa è stata lanciata dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, dopo la messa in onda, anche sulle reti tv della Rai, del nuovo spot con protagonista Enrica Bonaccorti, "di una società nota per intentare e sollecitare azioni di rivalsa anche temerarie - sottolinea la Fnomceo in una nota - verso il Ssn da parte di pazienti che non si ritengano soddisfatti delle prestazioni ricevute".

La petizione è stata pubblicata sulla piattaforma avaaz.org e ha già raggiunto in poche ore 4 mila adesioni. "Inutile sottolineare l' allarmismo ingiustificato che simile messaggio ha destato nei cittadini e negli operatori, amplificato dalla diffusione su reti pubbliche - scrive il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, nella petizione - L' effetto perverso del messaggio non è solo quello di 'procurare' clienti alla Srl, ammesso che per una Srl sia davvero un effetto perverso, ma anche quello di incentivare il ricorso alla medicina difensiva come meccanismo di tutela nell' esercizio della professione da parte dei medici". "Purtroppo in questo modo si determina nella classe medica la perdita della serenità indispensabile per effettuare le scelte terapeutiche in favore dei pazienti - continua il presidente nel suo appello al ministro - Ne deriva, soprattutto, un discredito immeritato per la classe medica che ogni anno per assicurare il funzionamento del Ssn, a causa delle gravissime carenze strutturali e di personale, è costretta a effettuare 15 milioni di ore di straordinario non pagato (fonte Anaao). Pertanto - conclude Anelli - si chiede che siano attivati tutti gli strumenti di controllo e di repressione degli illeciti, ove ravvisati, a disposizione del suo ministero".

Anche la Cisl si schiera contro il filmato: basta pubblicità che istigano all' odio "Dai cartelloni con le manette, alle donne che hanno subìto violenza con un camice bianco che si intravede in sottofondo che lascia ampio spazio alla fantasia di chi guarda. Non bastava l' orda di avvocatucci che ormai girano dentro gli ospedali a caccia di possibili clienti al pari dei cassamortari. Ma la Bonaccorti no, questa non ce l' aspettavamo". Così, Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici, commenta lo spot, che, titola il comunicato, "istiga all' odio" in cui la presentatrice, si legge in una nota, "si è avventurata in una pubblicità che gira in video e nelle chat in questi giorni, nella quale dice che 'se pensi di dover avere un risarcimento da un danno ricevuto in ospedale ecco il numero di telefono, hai anche 10 anni per avere ciò che ti spetta'". "Perché - si chiede Papotto - non mettere in evidenza quanta fatica, quante vite vengono salvate ogni giorno, quanta qualità c' è nella sanità italiana, che mette il nostro Paese al terzo posto nel mondo?". Allo stesso tempo, conclude la nota, "non sento mai parlare di tutte le cose buone che i nostri medici fanno quotidianamente con il massimo della serietà e con le risorse che si ritrovano".

La Rai ritiri lo spot ed intervenga il ministro Grillo. Sono queste le due richieste del sindacato dei medici (Smi) in relazione alla campagna pubblicitaria che offre assistenza legale per la richiesta di risarcimenti per errori sanitari. ''Lo spot di Enrica Bonaccorti che sponsorizza un sito che fa consulenza legale per ottenere risarcimenti per errori nell'assistenza ospedaliera troppo semplicisticamente ha un solo effetto: quello di criminalizzare i medici impegnati tutti i giorni nelle corsie dei nosocomi del nostro Paese a salvare vite umane'', scrive Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI (Sindacato Medici Italiani). ''Tutta la vicenda è paradossale - sottolinea Onotri - da un lato la signora Enrica Bonaccorti, appare evidente, non padroneggia la legge italiana sul rischio clinico e per questo siamo a disposizione, con nostri colleghi medici, specialisti della materia, per colmare questa sua grave lacuna. Dall'altro lato, è oltre modo grave che la Rai, azienda pubblica, non conosca la recente normativa che regola i danni arrecati ai pazienti ricoverati''.

''La recente legge 24/2017 in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, si legge nella nota, ha infatti definito le responsabilità in tema di errori clinici di natura multifattoriale, in quanto generati dalla interazione tra diverse componenti del sistema ospedaliero: tra quella tecnologica, umana ed organizzativa, quindi non riconducibile ad una sola figura professionale''. ''Non ne possiamo più con la continua messa sotto stato d'accusa dei medici -sottolinea il segretario generale - vogliano dire basta a questa campagna pubblicitaria promossa da studi di avvocati che pubblicizzano su giornali, radio, televisioni ed internet, in modo superficiale, la loro disponibilità gratuita a sostenere legalmente chi pensa di aver subito un danno in sanità. In questo modo si danneggiano i pazienti e i medici, creando ad arte un clima di rivalsa. La Rai ritiri lo spot della Enrica Bonaccorti - conclude Onotri - ed intervenga il Ministro Grillo contro questa odiosa manovra''.

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