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Cimo denuncia alla Corte Ue sul mancato rinnovo dei contratti

Sindacato Redazione DottNet | 02/01/2019 15:49

Class Action in Italia contro Regioni e Aran

Il sindacato dei medici Cimo ha inviato oggi alla Corte Europea dei Diritti Umani il ricorso contro le istituzioni italiane, Governo, Aran e Regioni, per la mancata realizzazione del rinnovo sul contratto dei medici dipendenti entro la fine dello scorso anno, in violazione dell'accordo confederale del 30 novembre 2016 e della sentenza della corte costituzionale del 2015, che ha sancito l'illegittimità costituzionale del blocco della contrattazione collettiva del pubblico impiego.  Contestualmente, si legge in una nota, il Cimo ha anche attivato oggi le procedure in sede nazionale per una class action contro Regioni e Aran sostanziate dalla stessa motivazione e, a 90 giorni da oggi, sarà possibile per ogni cittadino e professionista aderirvi.

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  "E' un dovere morale per Cimo attivare formalmente tali azioni giudiziarie presso la Corte Europea e la Magistratura italiana contro chi non ha palesemente voluto il rinnovo del contratto di lavoro per i medici dipendenti", commenta il Presidente, Guido Quici. "E' il nostro primo atto ufficiale del 2019 cui seguiranno altri di non minore rilevanza, perché questa difesa costante dei diritti del lavoro è un atto dovuto nei confronti non solo dei nostri iscritti ma di tutta la dirigenza medica e sanitaria che attende un contratto di lavoro da dieci anni ed i cui diritti sono quotidianamente calpestati".

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