
Eli Lilly acquista per 8 miliardi di dollari la rivale Loxo Oncology. L'operazione conferma il fermento nell'industria farmaceutica dove è in atto un vero e proprio risiko, con i colossi tradizionali impegnati a rafforzare e ampliare il loro portafoglio di trattamenti anti tumorali con le nuove terapie che si sono rivelate efficaci. L'acquisizione di Eli Lilly segue la maxi-operazione di Bristol-Myers Squibb che, in una delle transazioni maggiori nella storia dell'industria farmaceutica, ha comprato Celgene per 90 miliardi di dollari incluso il debito.
In dicembre GlaxoSmithKline ha staccato un assegno da 5,1 miliardi di dollari per Tesaro, aziende che concentrata i suoi sforzi nell'oncologia. Tutte operazioni che mostrano la forte rivalità nel settore della lotta al cancro fra i colossi di Big Pharma, che si muovono a suon di acquisizioni e investimenti su nuove terapie genetiche per conquistare un mercato che vale, a livello mondiale, 123 miliardi di dollari.
"L'acquisizione di Loxo Oncology rappresenta un'opportunità per ampliare il nostro portafoglio nella medicina di precisione e prendere di mira i tumori causati da specifiche anormalità dei geni" mette in evidenza Anne White, presidente di Lilly Oncology. Il portafoglio di Loxo include diversi farmaci in via si sperimentazione e almeno uno già approvato, il Vitravki. Quello di Lilly include, fra l'altro, i trattamenti Alimta e Erbitux. Loxo Oncology sta sviluppando medicinali mirati per tumori che dipendono unicamente dall'anormalità di un singolo gene che può essere individuata con test genetici.




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