Anaao Giovani, riserva sui concorsi aperti ai non specializzati

Professione | Redazione DottNet | 11/01/2019 14:06

"Che sia ultima sanatoria, ora rispetto totale delle regole"

l sindacato dei medici dirigenti ANAAO-Giovani accoglie con riserva l'emendamento previsto all'interno del DL Semplificazioni in discussione al Senato che prevede l'accesso, anche senza specializzazione, ai concorsi di 'Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza' per il personale medico che negli ultimi 10 anni abbia maturato almeno 4 anni di servizio presso i servizi di emergenza-urgenza ospedalieri del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

"Siamo consapevoli che per garantire l'erogazione dei servizi d'emergenza-urgenza, vista l'estrema carenza di specialisti del settore, è indispensabile permettere la stabilizzazione dei colleghi che lavorano da anni nei pronto soccorso del nostro Ssn. Tuttavia - afferma l'Anaao Giovani - questa stabilizzazione non può prescindere da un'adeguata formazione di questi medici, per i quali chiediamo che sia prevista l'iscrizione in sovrannumero alle Scuole di specializzazione in Medicina d'Emergenza-Urgenza".

Questa soluzione d'emergenza, prosegue il sindacato medico, "sia l'ultima e definitiva, perché la norma prevede che per poter lavorare per il Ssn è necessaria una specializzazione. D'ora in poi, basta medici liberi professionisti e atipici nei Pronto Soccorso, basta neolaureati utilizzati come tappabuchi e in modo improprio dalle Aziende, di fianco a specialisti che hanno dovuto sudarsi il pezzo di carta per 5 anni. A ognuno il suo ruolo, e quello del medico di Pronto Soccorso è di essere specialista in medicina di emergenza e urgenza e dipendente pubblico". Per sanare la carenza di specialisti, secondo Anaao Giovani, "occorre riaprire i cordoni della specializzazione monopolistica universitaria e permettere ai giovani colleghi dell'ormai tristemente noto imbuto formativo di avere la possibilità di specializzarsi. Continuando così, si rischia di condannare a morte i Pronto Soccorso, già in gravi difficoltà, i cui operatori hanno una qualità di vita lavorativa talmente bassa da essere pronti alla fuga in massa verso altri lidi meno faticosi e stressanti". 
  

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