
Aiom, l'obiettivo è ottenere trattamenti uniformi in tutte le Regioni
Dalla gestione del dolore all'assistenza psicologica, dalla preservazione della fertilità alla gestione delle complicanze oltre alle indicazioni di trattamento dei tumori per singoli organi. Sono 37 le Linee guida ufficiali prodotte dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) nel 2018 e quest'anno se ne aggiungeranno altre due relative alla gestione delle emergenze e alla tossicità delle immunoterapie. Il loro obiettivo è favorire la appropriatezza prescrittiva di terapie ed esami e garantire cure migliori e più uniformi su tutto il territorio nazionale.
Le Linee guida, presentate mercoledì scorso al ministero della Salute in occasione del convegno 'Linee guida Aiom 2019', sono state stilate con l'impegno di oltre 500 professionisti e il coinvolgimento di 45 diverse Società scientifiche. Solo nel 2018 sono state scaricate e consultate da oltre 500mila persone.
All'elaborazione delle Linee guida hanno preso parte anche i pazienti: "Oltre ai medici, i malati di cancro sono gli 'utilizzatori finali' delle Linee guida - sottolinea Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione Aiom -. E il coinvolgimento dei pazienti viene suggerito anche dalle Istituzioni sanitarie. Questi pazienti devono essere tuttavia formati adeguatamente e, per questo motivo, Fondazione Aiom e Aiom - conclude - hanno avviato corsi di formazione specifici".
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Un team multidisciplinare di esperti, tra cui Ernesto Pasquini, ha eseguito un intervento chirurgico innovativo che ha permesso di rimuovere un tumore aggressivo a un bambino di dieci anni.
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